L’oro (XAU/USD) è sceso durante la sessione statunitense di lunedì, scambiando intorno a 4.414 dollari e in calo dello 0,35% dopo essere scivolato su un minimo intraday di 4.381 dollari, con volumi contenuti a causa della chiusura dei mercati USA per la festività del Labor Day. Il dollaro USA è risultato più debole, con la forza dello yen giapponese in primo piano; USD/JPY si è attestato vicino a 154,40, in calo di circa il 3,30% dall’inizio del mese, mentre il Dollar Index (DXY) è sceso intorno a 98,87, giù di quasi lo 0,30% e in prossimità dei minimi di due settimane. Nonostante ciò, aspettative più solide sui tassi della Federal Reserve e prezzi dell’energia più elevati hanno continuato a pesare sul metallo.
L’attenzione è rimasta sui dati USA e sull’aumento del rischio geopolitico in Medio Oriente. I Nonfarm Payrolls sono aumentati di 162mila in agosto contro una stima di 56mila, e il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,1%, rafforzando le preoccupazioni per una politica più restrittiva; il CME FedWatch scontava circa il 58% di probabilità di un rialzo nella riunione del 15-16 settembre. Sotto osservazione anche il canale inflattivo del petrolio, dopo notizie di attacchi che avrebbero coinvolto petroliere iraniane e la raffineria di Jazan di Saudi Aramco, con il WTI vicino a 91 dollari al barile, a ridosso dei massimi da luglio. Sul piano tecnico, XAU/USD è rimasto sotto la linea mediana delle Bande di Bollinger in area 4.466 dollari e sotto la SMA a 200 giorni a 4.536 dollari; ha tenuto sopra la SMA a 100 giorni intorno a 4.350 dollari e sopra la banda inferiore vicino a 4.259 dollari, con RSI attorno a 50 e MACD in territorio negativo. I supporti si collocano in area 4.350, 4.259 e 4.000 dollari, mentre le resistenze sono viste a 4.466, 4.535 e 4.674 dollari; l’indice PPI USA è atteso giovedì, seguito dal CPI venerdì.
Strategie di trading sull’oro e preparazione alla volatilità
Raccomandiamo ai trader di derivati di prepararsi a un aumento della volatilità sull’oro, poiché il metallo resta “inchiodato” sotto la sua media mobile semplice (SMA) a 200 giorni a 4.536 dollari. Con XAU/USD in area 4.414 dollari, il bias immediato favorisce i ribassisti, rendendo interessanti posizioni short su eventuali brevi rimbalzi verso la resistenza a 4.466 dollari. Puntiamo al successivo supporto chiave, rappresentato dalla SMA a 100 giorni in area 4.350 dollari, utilizzando stop-loss stretti appena sopra la media a 200 giorni per gestire il rischio.
Prezzi del petrolio, costi opportunità e strategie con opzioni
La pressione principale sull’oro arriva dall’impennata dei costi energetici, con il greggio WTI che si mantiene vicino a 91 dollari al barile per l’escalation delle tensioni in Medio Oriente. Storicamente, prezzi del petrolio stabilmente sopra i 90 dollari si trasferiscono rapidamente ai prezzi al consumo, contribuendo a mantenere i rendimenti obbligazionari globali vicino ai recenti massimi pluriennali. Questo contesto di rendimenti elevati aumenta in modo significativo il costo opportunità di detenere asset privi di cedola come l’oro, rafforzando la nostra view ribassista nel breve termine.
Con una probabilità cruciale del 58% di un rialzo dei tassi della Federal Reserve già incorporata nei prezzi per la riunione del 15-16 settembre, suggeriamo ai trader di utilizzare le opzioni per coprirsi da esiti binari. L’acquisto di put protettive o l’implementazione di strategie ribassiste a spread in vista delle pubblicazioni del PPI di giovedì e del CPI di venerdì può aiutare a catturare il movimento al ribasso se i dati sull’inflazione dovessero risultare “caldi”. Al contrario, dato che il mercato è molto diviso sulla prossima mossa della Fed, l’acquisto di straddle potrebbe essere un modo altamente profittevole per operare sul probabile breakout di volatilità.
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