L’oro è salito con forza dopo che dati contrastanti sul mercato del lavoro USA hanno spinto al ribasso i rendimenti dei Treasury e il dollaro. XAU/USD ha guadagnato oltre il 2,30% nella giornata e più del 7% nella settimana, scambiando a 4.340 dollari dopo aver toccato 4.371 dollari, massimo dal 17 giugno. I Nonfarm Payrolls di luglio hanno mostrato un calo di 23 mila posti contro attese per un aumento di 80 mila, mentre le revisioni complessive di maggio e giugno hanno sottratto 103 mila unità ai totali precedenti; il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,2% al 4,1%. Il rendimento del Treasury decennale USA è arretrato di due punti base a 4,687% e il Dollar Index (DXY) ha ceduto lo 0,42% a 99,54.
Si sono mosse anche le dinamiche sull’energia e le aspettative sui tassi. Il WTI è rimasto invariato in area 78 dollari al barile ma in calo di quasi il 9,9% nella settimana, mentre i mercati valutavano le prospettive per le spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz. Sul mercato degli swap, la probabilità di un rialzo Fed a settembre è scesa al 30% dal 58% del giorno prima, mentre le probabilità di tassi invariati sono salite al 70%, secondo Prime Terminal. L’attenzione ora si sposta sul CPI di luglio, atteso al 3,4% a/a contro 3,5%, con il Core CPI visto al 2,5% contro 2,6%, in vista anche del PPI e delle implicazioni per il Core PCE. Sul piano tecnico, l’oro ha superato la media mobile semplice a 50 giorni a 4.152 dollari e sta testando la SMA a 100 giorni a 4.390, con resistenze a 4.450 e 4.500; i supporti si collocano a 4.202, poi 4.152, 4.100 e 4.019.
Dinamiche di mercato dopo i dati sull’occupazione USA
Osserviamo un cambio di passo marcato nelle dinamiche di mercato, con l’oro che accelera oltre 4.300 dollari dopo un deludente report sul lavoro negli Stati Uniti. Con le buste paga in contrazione di 23.000 unità e il rendimento del Treasury decennale in calo al 4,687%, i trader di derivati dovrebbero prepararsi a un trend rialzista più sostenuto sui metalli preziosi. Storicamente, quando la Federal Reserve si trova di fronte a metriche occupazionali deboli, si assiste a una rapida riallocazione del capitale dagli asset con rendimento verso l’oro, bene rifugio.
Occorre monitorare da vicino il mercato degli swap sui tassi, dove la probabilità di un rialzo a settembre è improvvisamente crollata al 30%. Questo rapido allontanamento da una politica monetaria restrittiva riduce in modo significativo il costo opportunità di detenere asset privi di rendimento come il lingotto. I trader di derivati potrebbero sfruttare questo cambiamento di sentiment sui tassi posizionandosi per ulteriore debolezza del Dollar Index, già scivolato a 99,54.
Prospettive sull’inflazione, energia e strategie di trading
Nelle prossime settimane l’attenzione dovrà concentrarsi sulle prossime pubblicazioni di CPI e PPI negli Stati Uniti, attese mostrare un rallentamento dell’inflazione al 3,4%. I dati dei cicli di mercato precedenti indicano che, quando l’inflazione rallenta insieme a un indebolimento del mercato del lavoro, il prezzo dell’oro tende a salire in media del 5%-10% nelle settimane successive. Un posizionamento su opzioni call long sull’oro in vista di queste pubblicazioni potrebbe offrire rendimenti elevati se l’inflazione dovesse risultare più bassa delle attese.
Non va inoltre trascurato il calo del 9,9% del West Texas Intermediate, che contribuisce a raffreddare le pressioni inflazionistiche più ampie. Costi energetici più bassi storicamente attenuano l’impostazione “hawkish” della Fed, sostenendo ulteriormente il momentum rialzista del lingotto. I trader di derivati potrebbero valutare l’utilizzo di put sul petrolio o call sull’oro per capitalizzare su questo comportamento di mercato correlato.
Sul piano tecnico, l’oro sta mettendo sotto pressione la media mobile semplice a 100 giorni in area 4.390 dollari dopo aver superato con successo la 50 giorni. In caso di rottura netta sopra 4.390, il percorso di minor resistenza punterebbe verso 4.450 e potenzialmente la barriera psicologica di 4.500. Si raccomanda di fissare stop-loss in prossimità del nuovo supporto a 4.202 per gestire il rischio di ribasso in caso di possibili correzioni di breve periodo.
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