L’oro (XAU/USD) ha ceduto terreno giovedì, mentre il Dollaro USA si è stabilizzato in vista della pubblicazione del PPI statunitense alle 12:30 GMT. Il metallo scambiava intorno a 4.383 dollari dopo aver toccato un massimo intraday a 4.434, mentre il Dollar Index (DXY) oscillava in area 98,90 dopo un minimo a 98,71. I mercati sono concentrati sul fatto che l’inflazione alla produzione torni ad accelerare in agosto: il PPI headline è atteso a +0,4% mese su mese dopo lo 0,0% di luglio e a +5,3% su base annua contro il 4,7%; il PPI core è visto a +0,3% m/m da +0,2% e a +4,6% a/a da +4,2%. Il rialzo dei prezzi del petrolio ha alimentato le preoccupazioni sull’inflazione e il CME FedWatch Tool indica una probabilità implicita del 62% di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nella riunione del 15–16 settembre, sebbene un sondaggio Reuters tra economisti segnali nessun ulteriore aumento entro fine anno.
Anche rendimenti USA più elevati hanno pesato: il Treasury decennale si attesta intorno al 4,85%, vicino ai massimi da novembre 2023, dopo che un piano di buyback obbligazionario più ampio non è riuscito a migliorare il sentiment. Sul piano tecnico, XAU/USD resta sopra le medie mobili semplici (SMA) a 50 e 100 giorni ma sotto la SMA a 200 giorni in area 4.538; l’RSI è intorno a 49 e il MACD è sotto lo zero. Le resistenze sono individuate a 4.538 e poi a 4.700, mentre i supporti sono indicati in prossimità dell’ultima chiusura, a 4.340, 4.266 e 4.000. Le banche centrali in genere puntano a un’inflazione intorno al 2% e un’inflazione più alta spesso sostiene una valuta tramite tassi più elevati, mentre tassi più alti tendono ad aumentare il costo-opportunità di detenere oro, che non offre rendimento.
Approccio operativo ribassista sul trading dell’oro (XAU/USD)
Raccomandiamo ai trader su derivati di adottare nelle prossime settimane un’impostazione difensiva e orientata allo short sull’oro (XAU/USD). Con il Dollar Index stabile in area 98,90 e il rendimento del Treasury decennale vicino a un massimo pluriennale del 4,85%, gli asset privi di rendimento come l’oro affrontano venti contrari significativi. Storicamente, quando i rendimenti reali salgono e il dollaro si rafforza, l’oro tende a subire una pressione ribassista persistente, poiché aumenta il costo-opportunità di detenere il metallo.
Gestione del rischio e livelli tecnici
Per gestire il rischio in modo efficace, dovremmo monitorare attentamente le prossime pubblicazioni del Producer Price Index (PPI) e del Consumer Price Index (CPI) negli Stati Uniti. Gli economisti si attendono che il PPI annuale headline si scaldi fino al 5,3%, anche per effetto dei recenti rialzi del greggio a livello globale, aumentato di oltre il 5% nell’ultimo mese. Una lettura dell’inflazione superiore alle attese probabilmente consoliderebbe le aspettative di un rialzo dei tassi della Federal Reserve nella riunione del 15-16 settembre, per la quale i mercati prezzano attualmente una probabilità del 62%.
Dal punto di vista tecnico, suggeriamo di costruire posizioni short sui rimbalzi temporanei, puntando alla zona di supporto immediata in prossimità della media mobile semplice a 100 giorni a 4.340 dollari. L’RSI giornaliero oscilla in territorio neutrale a 49, mentre il MACD resta negativo, segnalando che eventuali rimbalzi al rialzo potrebbero incontrare una forte pressione in vendita. I trader dovrebbero inserire stop-loss stretti appena sopra la media mobile semplice a 200 giorni a 4.538 dollari, per proteggersi da eventuali acquisti inattesi legati alla domanda di bene rifugio.
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