L’oro è sceso a 4.397 dollari mentre le prese di profitto acceleravano, mentre il Dollar Index si è rafforzato sulle attese di una Fed dal tono più aggressivo e i mercati sono rimasti cauti in vista di nuovi sviluppi geopolitici. Il movimento segue una precedente onda impulsiva rialzista che ha toccato un massimo in area 4.700 dollari, con una correzione A‑B‑C ora in corso. L’onda A è descritta come prossima al completamento a 4.397 dollari e una fase di consolidamento viene inquadrata come Onda B.
I livelli tecnici sotto osservazione ruotano attorno a 4.510 dollari come ostacolo immediato, con una rottura necessaria per sostenere un rimbalzo verso 4.580–4.620. Dopo quel recupero, l’onda C dovrebbe riprendere la discesa verso 4.330–4.250 e, se la pressione in vendita dovesse intensificarsi, il calo di breve potrebbe estendersi fino a 4.100. I trader monitorano anche la resistenza del Dollar Index a 99,90 per la sua influenza sui prezzi dell’oro denominati in dollari, pur riconoscendo che i metalli preziosi possono reagire bruscamente a dati macro e a notizie fiscali e geopolitiche.
Correzione di mercato e livelli chiave di resistenza
Stiamo osservando una correzione fisiologica sul mercato dell’oro dopo il picco in area 4.700 dollari. Per i trader su derivati, l’attenzione immediata nelle prossime settimane dovrebbe concentrarsi sulla resistenza a 4.510 dollari. Se dovessimo assistere a un breakout deciso oltre questo ostacolo, ci attendiamo un rimbalzo di breve di Onda B con obiettivo nell’intervallo 4.580–4.620.
A supporto di questa lettura, i recenti dati sull’inflazione e il posizionamento della Fed hanno mantenuto forte il Dollar Index USA, in prossimità della resistenza critica a 99,90. Storicamente, un dollaro forte pesa sull’oro: per questo le recenti prese di profitto hanno trascinato i prezzi fino a 4.397 dollari. Se il dollaro non riuscisse a superare l’attuale resistenza, è probabile che si materializzi il rally di sollievo previsto sull’oro.
Prospettive per trader e investitori
Tuttavia, consigliamo cautela: qualsiasi recupero verso 4.600 dollari andrebbe considerato come un rimbalzo temporaneo. Una volta riassorbito il picco correttivo di Onda B, ci aspettiamo una seconda gamba ribassista diretta verso aree di valore più profonde tra 4.330 e 4.250. I trader su derivati dovrebbero valutare di riposizionare scommesse short ai segnali di esaurimento su quei livelli più elevati.
Per gli investitori di lungo periodo, interpretiamo questa fase ribassista non come un’inversione di mercato, ma come una potenziale opportunità di acquisto su debolezza. Le tensioni geopolitiche restano altamente volatili, elemento che storicamente fornisce un solido supporto agli asset rifugio. Se la pressione di vendita dovesse intensificarsi e spingere i prezzi fino al nostro target estremo di 4.100 dollari, ci aspettiamo un forte afflusso di liquidità “buy-the-dip” sul mercato.
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