Lo yen si è indebolito dopo che la Bank of Japan ha alzato il tasso di riferimento di 25 pb all’1,25%, il livello più alto in oltre tre decenni, poiché le indicazioni sul ritmo di un’ulteriore normalizzazione sono risultate limitate. La decisione è passata con un voto di 7–2. Sebbene il governatore Kazuo Ueda abbia affermato che l’inflazione di fondo si sta avvicinando al 2% e abbia descritto la politica monetaria come entrata in una “nuova fase”, ha anche sottolineato la necessità di evitare un irrigidimento troppo rapido delle condizioni finanziarie e ha indicato lo shunto del prossimo anno come un test chiave per le dinamiche salari-prezzi, pur lasciando aperta la possibilità di mosse consecutive o di maggiore entità.
Sensibilità dello yen e outlook tecnico
Nel breve termine, ci si attende che le negoziazioni sullo yen restino sensibili ai differenziali di rendimento tra UST e JGB, con liquidità ridotta per le festività giapponesi da lunedì a mercoledì che potrebbe amplificare le oscillazioni del FX. USD/JPY ha chiuso l’ultima seduta intorno a 156,90, con una resistenza intermedia indicata in area 156,70–157,00, in linea con la media mobile a 21 giorni (21 DMA). Ulteriori resistenze si collocano a 158, quindi a 158,40 in corrispondenza della media mobile a 100 giorni (100 DMA), e a 159 sulla media mobile a 50 giorni (50 DMA), mentre il supporto è segnalato a 155 e in area 153, con inflazione e salari più sostenuti, rischio di intervento o flussi di rimpatrio che potrebbero agire da potenziali vincoli al ribasso.
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