Lo yen giapponese ha rimbalzato contro il dollaro USA, recuperando dal minimo a 40 anni in area 162,50 verso la fascia 160,00–161,00. Il movimento è seguito a un rapporto sui Nonfarm Payrolls USA più debole delle attese e a nuove indiscrezioni di mercato su un’“intervento stealth” non confermato sul mercato dei cambi da parte del Ministero delle Finanze giapponese. Con l’attenzione che si sposta sulla politica monetaria statunitense nella seconda metà del 2026, le condizioni di trading sono influenzate da una liquidità estiva ridotta e da chiusure di posizioni, rendendo l’USD/JPY esposto a oscillazioni improvvise.
Le buste paga non agricole sono aumentate di 57.000 unità contro un consenso di 110.000, riducendo la pressione immediata sulla Federal Reserve per ulteriori rialzi dei tassi. Anche il pricing obbligazionario si è mosso dopo revisioni al ribasso dei dati sull’occupazione e un dato di giugno debole, con i Fed funds futures che hanno ridotto l’irrigidimento atteso per il resto dell’anno a 30 punti base da 36 punti base. Le aspettative di un’azione a fine luglio si sono attenuate e i tassi chiave USA sono visti invariati per tutto il 2026: un contesto che limita il potenziale rialzista dell’USD/JPY e aumenta la sensibilità a eventuali sorprese al ribasso sull’inflazione statunitense.
Cambiamento dei fondamentali e intervento sul FX
Il terreno è cambiato sotto la coppia USD/JPY dopo il debole report sul mercato del lavoro USA. Con payrolls in crescita di sole 57.000 unità, riteniamo che la probabilità di ulteriori rialzi dei tassi Fed nel 2026, come prezzata dai CME Fed funds futures, sia scesa in modo marcato. Ciò significa che il principale motivo per comprare dollari si sta rapidamente affievolendo.
Riteniamo che le autorità giapponesi siano intervenute per sostenere lo yen, e che sia probabile un nuovo intervento. È molto simile alla campagna del 2022, quando le autorità spesero oltre 60 miliardi di dollari in più ondate per respingere gli speculatori. I recenti dati CFTC mostrano che le posizioni speculative short sullo yen erano su un massimo pluriennale, rendendole un bersaglio privilegiato per questo tipo di azione ufficiale.
Strategie di trading in un contesto di volatilità
Per i trader di derivati, questo segnala un forte aumento della volatilità. La volatilità implicita sulle opzioni USD/JPY è probabilmente balzata, rendendo costoso limitarsi a comprare put per scommettere su un ulteriore rafforzamento dello yen. I rally verso l’area 162,00 dovrebbero ora essere considerati come opportunità di vendita piuttosto che occasioni d’acquisto.
Una strategia prudente sarebbe vendere call spread out-of-the-money, che monetizza l’idea che il potenziale rialzista della coppia sia ora “tappato”. Per chi vuole posizionarsi per un’ulteriore discesa, l’acquisto di put spread offre un modo più economico e con rischio definito per partecipare rispetto all’acquisto diretto di put. La combinazione di una Fed meno aggressiva e di un Ministero delle Finanze attivo rende interessanti queste strutture ribassiste.
Il prossimo periodo di bassa liquidità estiva è tatticamente ideale perché i funzionari giapponesi amplifichino i loro sforzi. Dobbiamo restare agili, poiché movimenti bruschi e improvvisi sono ora più probabili. Questo ambiente penalizza le posizioni grandi e non coperte e premia strategie che beneficiano di un rialzo limitato e di una volatilità in aumento.
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