Lo JPY è scivolato su livelli che non si vedevano dal 1986, con l’USD/JPY oltre 162,00 dopo la rottura di una barriera tecnica di quattro decenni. Il movimento si è inserito in un contesto di forza generalizzata del dollaro USA, aumento delle frizioni Pechino–Tokyo e persistenti deflussi di capitale, fattori che hanno più che compensato dati domestici più solidi. BNY richiama dinamiche di mercato che si stanno propagando nell’area Asia-Pacifico, sostenendo che la rottura dei principali cross valutari può trasmettere stress oltre l’FX, arrivando alle asset class regionali.
Le tensioni commerciali stringono la morsa: la Cina ha aggiunto 20 organizzazioni giapponesi alla propria lista di controllo delle esportazioni, mentre le vendite commerciali in Giappone a maggio sono salite del 5,0% su base annua. UOB segnala che la divergenza del MACD giornaliero suggerisce un momentum in attenuazione, ma osserva che il cambio non presenta chiari riferimenti di resistenza in un “territorio inesplorato”, lasciando i numeri tondi al centro dell’attenzione; il tono resta negativo finché i prezzi si mantengono sopra il supporto a 161,00. Sia BNY sia UOB collegano la debolezza di breve dello yen a flussi di capitale, posizionamento short e rischi legati alle catene di fornitura.
Prospettive per lo Yen giapponese e strategie di trading
Considerata la rottura dello yen oltre area 162,00 contro dollaro USA, riteniamo che la via di minor resistenza sia un’ulteriore debolezza dello yen nelle prossime settimane. La forza del biglietto verde e le tensioni geopolitiche stanno prevalendo sui buoni dati macro giapponesi, delineando un trend evidente. Per i trader, ciò implica posizionarsi per un ulteriore rialzo del cross USD/JPY.
Riteniamo che questa impostazione sia supportata dai dati di mercato. Le più recenti rilevazioni CFTC di giugno 2026 indicano che le posizioni speculative nette short sullo yen hanno raggiunto il livello più elevato da oltre un decennio. Inoltre, la volatilità implicita a un mese sulle opzioni USD/JPY è salita all’11,5%, segnalando che il mercato si prepara a oscillazioni di prezzo più ampie di quelle osservate finora quest’anno.
In risposta, stiamo acquistando opzioni call su USD/JPY con strike orientati al livello psicologico di 165,00. Questa strategia consente un rischio definito, lasciando spazio a un significativo upside qualora il momentum attuale prosegua per tutto luglio. La rottura tecnica in un territorio inesplorato rende i numeri tondi i target più probabili nel breve periodo.
Gestione del rischio e considerazioni di copertura
Tuttavia, restiamo consapevoli del rischio di un’inversione improvvisa, soprattutto alla luce di indicatori tecnici in iper-estensione. Storicamente, livelli valutari estremi hanno spesso innescato risposte di policy incisive, come l’intervento coordinato successivo al Plaza Accord del 1985 che rafforzò drasticamente lo yen. Pertanto, acquistare volatilità a lunga scadenza tramite straddle può essere anche un modo prudente per operare in vista di un movimento violento in entrambe le direzioni.
Per chi è esposto ad azioni giapponesi come il Nikkei 225, la copertura del rischio di cambio diventa ora cruciale. I guadagni azionari possono essere rapidamente erosi dalla svalutazione dello yen quando vengono ritradotti in dollari. Stiamo utilizzando contratti forward e acquistando opzioni put sullo yen per proteggere il valore in dollari di questi portafogli.
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