Lo smontaggio del posizionamento alimenta le vendite su titoli AI e dei chip
Lo smontaggio del posizionamento sta alimentando l’ultima ondata di vendite su AI e chip, con poche evidenze di “bottom fishing”, mentre l’esposizione affollata viene ridotta più che riprezzata sulla base dei fondamentali. La correzione globale dei semiconduttori ha colpito Taiwan e Giappone: l’indice azionario Asia Pacific di MSCI è sceso del 2,7% e il Nikkei ha perso oltre il 5%, mentre Kioxia è arrivata a cedere fino al 16% e TSMC è scesa di circa il 4%. Anche dopo aver registrato una crescita degli utili del 77%, TSMC non ha attirato compratori, rafforzando l’idea che i flussi stiano prevalendo sui risultati aziendali. Altrove, Netflix ha previsto un secondo trimestre consecutivo di rallentamento della crescita delle vendite; il titolo è sceso del 9% nel trading after-hours, i future sul Nasdaq 100 hanno perso l’1,4% e le azioni europee erano attese in avvio in calo di oltre l’1%.
Cambiamento delle narrative sui profitti e pressioni competitive nell’AI
Il riprezzamento è influenzato anche da un cambiamento della narrativa sui profitti. DeepSeek, start-up cinese che ha raccolto 7,4 miliardi di dollari a una valutazione superiore ai 50 miliardi, sta preparando l’espansione globale con modelli di AI prezzati ben al di sotto dei rivali statunitensi, mettendo in discussione le ipotesi di scarsità alla base di margini premium. Modelli più economici e scalabili potrebbero aumentare la domanda di token e l’adozione da parte delle imprese, ma spostare il valore verso energia, infrastrutture e distribuzione, e verso gli operatori in grado di gestire implementazioni a basso costo su vasta scala, lasciando parti della filiera AI con una redditività più contenuta.
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