L’inflazione headline nel Regno Unito è salita al 2,9% su base annua a luglio, con le bollette energetiche domestiche più elevate come principale fattore trainante. Il Brent e i prezzi all’ingrosso del gas, insieme agli effetti energetici indiretti, dovrebbero spingere ulteriormente verso l’alto l’Indice dei prezzi al consumo (CPI) headline nel breve periodo, man mano che i maggiori costi di carburanti ed energia domestica si trasmettono all’economia.
I dati indicano che, finora, i riverberi indiretti dello shock energetico sono stati contenuti, anche perché le pressioni sui costi “a monte” impiegano tempo a propagarsi lungo le catene di fornitura. L’inflazione dei servizi e dei beni alimentari sta rallentando e, sebbene sia atteso un certo pass-through su prezzi di alimentari e beni, un potere di determinazione dei prezzi limitato dovrebbe frenare la misura in cui i maggiori costi degli input arrivano ai consumatori. Su questa base, l’inflazione headline è prevista avvicinarsi al 3,5% su base annua più avanti quest’anno, anche se la previsione resta esposta alla persistente volatilità dei prezzi dell’energia.
Pressioni sui mercati energetici e opportunità di trading
Con l’inflazione headline del Regno Unito in aumento al 2,9% a luglio, riteniamo che il mercato stia sottovalutando la pressione persistente proveniente dal settore energetico. Storicamente, picchi improvvisi dell’energia, come quelli osservati durante la crisi europea del gas del 2022, richiedono diversi mesi per trasferirsi pienamente sui beni di consumo. Raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi su questa pressione in arrivo andando long sugli inflation swap legati al CPI britannico.
Il Brent è rimasto sostenuto, oscillando intorno agli 80 dollari al barile nell’agosto 2026, in parallelo all’aumento dei prezzi all’ingrosso del gas. Ci aspettiamo che questi costi degli input spingano l’inflazione headline fino al 3,5% entro fine anno. Per sfruttare tale dinamica, i trader dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni call a breve scadenza sul Brent e sui futures del gas naturale nel Regno Unito.
Implicazioni per banca centrale e valute
Questo picco inflattivo alimentato dall’energia probabilmente costringerà la Bank of England a mantenere i tassi su livelli elevati, deludendo chi si attendeva rapidi tagli. Suggeriamo di andare short sui futures Sonia (Sterling Overnight Index Average) con scadenza dicembre 2026 per prepararsi a una risposta più “hawkish” della banca centrale. Storicamente, i futures sui tassi reagiscono in modo marcato quando l’inflazione headline si discosta dall’obiettivo del 2% della banca centrale.
Ci aspettiamo inoltre che la sterlina registri forti oscillazioni rispetto al dollaro USA e all’euro. Consigliamo ai trader di implementare straddle sulla sterlina o strategie in opzioni basate sulla volatilità nelle prossime settimane. Questo consente di beneficiare di movimenti valutari bruschi indipendentemente dalla direzione del mercato.
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