L’indice dei prezzi al consumo (CPI) in Svizzera è salito dello 0,5% su base annua a giugno, in rallentamento dallo 0,6% di maggio e in linea con il consenso di mercato. Su base mensile, il CPI è rimasto invariato allo 0% dopo il +0,2% precedente, risultando inferiore alle attese per un aumento dello 0,1%. Sul mercato valutario, USD/CHF cedeva lo 0,08% a 0,8088.
Il CPI è un indicatore primario dell’inflazione e influisce sulle aspettative di politica monetaria della BNS: letture più sostenute tendono a ridimensionare le prospettive di tagli dei tassi, mentre dati più deboli possono rafforzare l’ipotesi di un allentamento. Sul fronte tecnico, USD/CHF restava sopra la banda centrale delle Bollinger a 20 periodi e sopra la media mobile a 100 giorni, mentre l’RSI si attestava a 62,8. I supporti erano indicati in area 0,8035, poi vicino a 0,7908 e 0,7880; le resistenze erano viste intorno a 0,8160, con un ulteriore riferimento all’area 0,8030.
Prospettive dell’inflazione svizzera e attese sulla politica della BNS
I dati sull’inflazione di giugno, usciti esattamente in linea con l’attesa di mercato dello 0,5%, confermano che le pressioni sui prezzi in Svizzera stanno continuando a raffreddarsi. Questa disinflazione graduale rafforza l’attuale traiettoria di politica monetaria della Banca nazionale svizzera (BNS). A nostro avviso, questa lettura contenuta consolida nel breve periodo lo scenario di un franco svizzero più debole.
Riteniamo che ciò aumenti le probabilità di un ulteriore taglio dei tassi della BNS alla prossima riunione di settembre 2026. Storicamente, la BNS ha agito in modo preventivo di fronte a un’inflazione bassa, come quando è diventata la prima grande banca centrale a tagliare i tassi nel marzo 2024. I dati odierni suggeriscono che l’impostazione dovish proseguirà, soprattutto con l’inflazione pienamente all’interno dell’intervallo obiettivo.
Divergenza di politica monetaria, strategia di trading e outlook tecnico
Questa impostazione contrasta nettamente con quella degli Stati Uniti, dove i dati recenti mostrano che l’inflazione core PCE resta elevata intorno al 2,8%, mantenendo la Federal Reserve in attesa. L’ampliamento del differenziale dei tassi tra i due Paesi rende più attraente detenere dollari USA. Questa divergenza di politica monetaria è un driver principale per il rafforzamento di USD/CHF.
Di conseguenza, riteniamo che la strategia più efficace nelle prossime settimane sia posizionarsi per un USD/CHF più alto. Stiamo valutando l’acquisto di opzioni call sulla coppia con strike intorno a 0,8150 per beneficiare del movimento rialzista atteso. Questa strategia consente un rischio definito, lasciando al contempo spazio per capitalizzare sul momentum ancora impostato al rialzo.
L’outlook tecnico è coerente con questa lettura fondamentale, poiché la coppia mantiene forza sopra il livello di supporto chiave a 0,8035. Finché USD/CHF resterà sopra tale soglia, la nostra impostazione rialzista rimane solida. Il primo obiettivo è l’area di resistenza intorno a 0,8160, dove un breakout segnalerebbe la prosecuzione del trend ascendente.
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