Il tasso d’inflazione a 12 mesi del Messico è sceso al 3,37% a giugno, risultando inferiore alla previsione del 3,52%. Il dato segnala un attenuarsi delle pressioni sui prezzi su base annua nel corso del mese.
Lo scarto tra il dato effettivo e le attese lascia l’inflazione annua 0,15 punti percentuali sotto le stime. I mercati analizzeranno i numeri per valutarne le implicazioni sul percorso dell’inflazione e sulle prospettive di politica monetaria.
Prospettive sui tassi Banxico e implicazioni per tassi e valuta
Con l’inflazione di giugno al 3,37%, ben sotto le attese, riteniamo che la Banca del Messico (Banxico) abbia ora una chiara giustificazione per adottare un orientamento più accomodante. Il mercato sta già iniziando a prezzare questo cambiamento: la probabilità di un taglio dei tassi di 25 punti base nella riunione di agosto è balzata a oltre il 50%, dal 20% della scorsa settimana. Ci aspettiamo che il prossimo comunicato di Banxico segnali questa svolta nella direzione della politica monetaria.
Ciò incide direttamente sulla nostra view sulla curva degli interest rate swap. Ora puntiamo a posizionarci per tassi a breve più bassi ricevendo il fisso sugli swap TIIE, in particolare sulle scadenze (tenor) tra 3 e 6 mesi. Il tratto iniziale della curva si è già leggermente invertito, un segnale che storicamente precede un ciclo di tagli in Messico, come avvenuto nella fase che ha preceduto le riduzioni dei tassi del 2020.
Sul fronte valutario, il principale elemento di attrattiva del peso messicano è stato l’elevato differenziale di rendimento, che ha alimentato il carry trade. Con un differenziale ora atteso in riduzione, vediamo il rischio di un indebolimento del peso contro il dollaro USA. Stiamo quindi valutando l’acquisto di opzioni call su USD/MXN, poiché il cambio spot ha già testato l’area 17,20, rompendo il recente range ristretto.
Impatto sul mercato azionario e strategia
Il dato d’inflazione più basso riduce anche il premio per il rischio associato agli asset messicani, un fattore che potrebbe sostenere l’azionario. Vediamo spazio perché l’indice azionario IPC reagisca positivamente alla prospettiva di costi di finanziamento più contenuti per le società componenti. La vendita di put out-of-the-money sull’indice potrebbe essere un modo prudente per incassare premio e al contempo posizionarsi su questo potenziale scenario rialzista.
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