L’indice dei prezzi al consumo (CPI) della Thailandia a luglio è salito del 2,0% su base annua, sotto il consenso Bloomberg del 2,4% e in calo dal 2,4% di giugno, poiché prezzi più morbidi dei carburanti al dettaglio hanno raffreddato l’inflazione complessiva al livello più basso da marzo. L’inflazione core ha continuato a muoversi gradualmente al rialzo, ma nei primi sette mesi dell’anno ha registrato una media dello 0,8%, mantenendosi così al di sotto della previsione governativa di inflazione core all’1,5% per l’intero anno. Nel complesso, le pressioni sui prezzi restano contenute, mentre la domanda rimane debole.
I mercati prezzano una linea di politica monetaria invariata, con la Bank of Thailand attesa mantenere il tasso di riferimento all’1% fino a fine anno. Sul mercato valutario, l’USD/THB è sceso dello 0,2% a 33,00, il livello più basso dal 22 giugno, e il baht si è rafforzato nelle ultime quattro sedute in parallelo al rialzo dei prezzi globali dell’oro. Ciononostante, resta la terza valuta asiatica con la peggiore performance quest’anno: il baht è in calo del 4,5% da inizio anno contro il dollaro USA, rispetto a una flessione media dell’1,9% per le valute asiatiche ex Giappone.
Prospettive di politica monetaria e strategie sui tassi
Consigliamo ai trader di derivati di posizionarsi per una pausa prolungata della politica monetaria in Thailandia, dato che le pressioni inflazionistiche domestiche restano ampiamente gestibili. Considerato che l’inflazione core continua a collocarsi comodamente sotto le stime del governo, ci aspettiamo che la banca centrale mantenga i tassi invariati nelle prossime settimane. Le strategie su derivati dovrebbero quindi privilegiare operazioni in range, piuttosto che prepararsi a un improvviso irrigidimento della politica monetaria.
Questa lettura è supportata dai dati economici recenti, che mostrano l’inflazione headline in Thailandia in area 0,6%-0,8%, ben al di sotto del range obiettivo ufficiale 1,0%-3,0%. La Bank of Thailand ha mantenuto invariato il tasso di policy al 2,25% per sostenere l’economia in un contesto di domanda dei consumatori contenuta. In assenza di un’esigenza urgente di tagli o rialzi dei tassi, riteniamo che gli interest rate swap tenderanno a scambiare in un intervallo molto ristretto.
Approcci sui derivati valutari e prospettive per il baht
Per i derivati valutari, raccomandiamo l’uso di opzioni per sfruttare la recente stabilizzazione del baht thailandese. Sebbene il baht abbia beneficiato nel breve di un supporto legato all’oro, scambiato vicino a massimi storici oltre 2.400 dollari l’oncia, resta vulnerabile a causa della debolezza della crescita interna. Suggeriamo ai trader di acquistare opzioni call su USD/THB sui ribassi per coprirsi da un potenziale indebolimento, soprattutto considerando che quest’anno il baht ha sottoperformato rispetto ai pari asiatici.
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