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L’inflazione di fondo dell’Eurozona sotto le attese rafforza le scommesse su un taglio dei tassi BCE e su un euro più debole

by VT Markets
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Jul 1, 2026

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) core dell’Eurozona è salito del 2,4% su base annua a giugno, al di sotto della previsione del 2,6%. Il dato indica che le pressioni inflazionistiche di fondo si sono attenuate più di quanto i mercati avessero messo in conto.

L’HICP core esclude energia, alimentari, alcol e tabacco ed è monitorato da vicino dalla Banca Centrale Europea per valutare la persistenza della crescita dei prezzi. L’esito di giugno, inferiore alle attese, si aggiunge alle evidenze che il processo di disinflazione sta proseguendo nell’area valutaria, sebbene la singola pubblicazione non anticipi di per sé future decisioni di politica monetaria.

Prospettive di politica monetaria della BCE e implicazioni sui tassi

Questo dato sull’inflazione core, più basso del previsto, rafforza le argomentazioni a favore di un allentamento della politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea. Le evidenze suggeriscono che le pressioni sui prezzi sottostanti si stanno raffreddando più rapidamente del previsto, lasciando alla BCE maggiore spazio per valutare tagli dei tassi. Di conseguenza, aumentiamo la probabilità di un primo taglio da 25 punti base nel quarto trimestre di quest’anno.

Alla luce di questo scenario, stiamo ricalibrando le nostre posizioni sui derivati sui tassi per riflettere un percorso BCE più dovish. I future sull’Euribor appaiono interessanti, poiché l’attuale pricing di mercato non incorpora pienamente la possibilità di un taglio prima della fine dell’anno. Intendiamo quindi costruire posizioni lunghe sui contratti con consegna dicembre 2026 e marzo 2027.

Strategie su valute ed equity

La divergenza di policy tra una BCE più accomodante e una Federal Reserve statunitense potenzialmente più prudente dovrebbe esercitare pressioni al ribasso sul cambio EUR/USD. L’ultimo rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti ha mostrato una forza persistente, con oltre 200.000 posti di lavoro aggiunti lo scorso mese, a sostegno della narrativa della Fed “higher for longer”. Vediamo valore nell’acquisto di opzioni put sull’euro per posizionarsi su un movimento di discesa verso l’area 1,05 nei prossimi mesi.

Per i mercati azionari, questo contesto è in generale positivo, poiché aspettative di tassi più bassi aumentano la valutazione degli utili futuri delle società. L’indice di volatilità dell’EURO STOXX 50 (VSTOXX) è già sceso sotto 15, segnalando una minore percezione del rischio tra gli investitori. Riteniamo che l’acquisto di opzioni call sui principali indici europei, come DAX ed EURO STOXX 50, sia un modo prudente per ottenere esposizione al rialzo.

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