L’inflazione dell’Eurozona, misurata dall’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC), è salita al 2,8% su base annua a giugno. Il dato si confronta con un’aspettativa di mercato del 3%, risultando quindi di 0,2 punti percentuali sotto le previsioni.
La lettura di giugno mantiene la crescita annua dei prezzi sotto il 3%, dopo una recente sequenza di dati che si è attestata intorno a quel livello. Lo scostamento rispetto al consenso potrebbe influenzare le attese sui tassi nel breve periodo, anche se la pubblicazione in sé si limita a riportare l’ultima variazione dei prezzi e il divario rispetto alle stime.
Le prospettive di politica della BCE virano in senso dovish dopo l’inflazione sotto le attese
Il dato di inflazione di giugno al 2,8% anziché al 3,0% atteso rafforza la nostra convinzione che la Banca Centrale Europea adotterà una svolta più dovish. Con l’inflazione core in calo al 3,0%, la pressione per un ulteriore rialzo dei tassi è ormai del tutto fuori gioco. Riteniamo che l’attenzione della BCE si sposterà ora interamente sulla tempistica del primo taglio dei tassi.
Stiamo già osservando una riprezzatura delle aspettative sulla BCE: gli overnight index swap indicano ora una probabilità del 75% di un taglio entro la riunione di settembre. Si tratta di un balzo significativo rispetto al 40% prezzato appena ieri. L’EUR/USD è sceso immediatamente dello 0,6% alla notizia, segnalando un chiaro sentiment ribassista sull’euro.
Strategie di investimento su euro, obbligazioni e azioni
Alla luce di questi dati, dovremmo posizionarci per un euro più debole nelle prossime settimane. L’acquisto di opzioni put su EUR/USD con scadenze ad agosto e settembre appare interessante per sfruttare l’atteso trend discendente. Anche la vendita di call spread sopra il livello di 1,0900 rappresenta una strategia ad alta probabilità per incassare premio.
Questo contesto è inoltre molto favorevole per le obbligazioni europee, poiché i rendimenti potrebbero scendere ulteriormente. Dovremmo aumentare le posizioni long sui future del Bund tedesco. Storicamente, i mercati obbligazionari tendono a salire per mesi in vista dell’avvio ufficiale di un ciclo di tagli da parte delle banche centrali, e ora ci troviamo all’inizio di questa fase.
Sul fronte azionario, costi di finanziamento più bassi sono un vento in poppa e ci aspettiamo una buona performance degli indici europei. Valuteremo l’acquisto di opzioni call sull’indice EURO STOXX 50. Questa strategia consente di beneficiare del rialzo del mercato, definendo al contempo il rischio in caso di inattesa debolezza economica.
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