L’inflazione annua dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) nel Regno Unito è scesa al 2,6% a giugno, risultando inferiore alle previsioni di mercato del 2,7%. I dati indicano un moderato raffreddamento della crescita dei prezzi al consumo su base annua nel periodo.
Implicazioni per la politica monetaria e la valuta
Con l’inflazione britannica in calo al 2,6% a giugno, vediamo una chiara evidenza che le pressioni sui prezzi si stanno attenuando più rapidamente del previsto. Questa lettura più morbida dà alla Bank of England maggiore margine per valutare tagli dei tassi nelle prossime riunioni. Raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi immediatamente per un orientamento della banca centrale più dovish nelle prossime settimane.
Sul fronte dei tassi, ci aspettiamo un rialzo dei futures SONIA (Sterling Overnight Index Average) man mano che il mercato prezza una probabilità più elevata di tagli. Storicamente, anche una sorpresa di appena 0,1% sull’inflazione può spostare le attese sui tassi di 15-25 punti base. Andare long sui contratti di tasso a breve scadenza nelle prossime settimane è una strategia altamente praticabile.
Prevediamo inoltre che la Sterlina sarà sotto pressione al ribasso contro il dollaro USA e l’euro. Poiché le altre principali banche centrali operano in contesti macro differenti, mettersi short su GBP/USD o acquistare opzioni put su GBP offre un’impostazione interessante. In passato, cali analoghi dell’inflazione hanno trascinato la Sterlina in ribasso dello 0,5%-1% nell’arco di poche sedute.
Strategia sul mercato obbligazionario
Sul mercato obbligazionario, consigliamo di acquistare futures sui Gilt britannici, poiché i rendimenti sono destinati a scendere. Il rendimento del Gilt decennale di riferimento, recentemente attestato intorno al 4,1%, con alta probabilità potrebbe rientrare verso area 3,7%. Assumere posizioni long su derivati legati ai Gilt consente di capitalizzare su questo momentum ribassista dei rendimenti.
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