L’indice CPI core di Tokyo, al netto di alimentari ed energia, è salito al 2% su base annua a luglio, dal precedente 1,9%, segnalando una lieve accelerazione delle pressioni di fondo sui prezzi. Il rialzo mantiene l’indicatore in area 2%, livello che i policymaker monitorano per valutare la dinamica dell’inflazione.
Il titolo non fornisce ulteriori dettagli oltre a questa serie del CPI di Tokyo, né specifica a quale mese di riferimento precedente si riferisca la lettura dell’1,9%. Ciononostante, il dato suggerisce che la crescita dei prezzi, depurata dagli effetti di alimentari ed energia, a luglio sia aumentata marginalmente rispetto al ritmo precedentemente riportato.
Aumento dell’inflazione e aspettative di svolta di politica monetaria
Con l’inflazione “core-core” di Tokyo tornata a salire al 2% a luglio dall’1,9%, aumenta la pressione sulla Bank of Japan affinché alzi i tassi. Questo indicatore chiave, che esclude le componenti più volatili di alimentari freschi ed energia, conferma che le pressioni interne sui prezzi stanno diventando più radicate nell’economia giapponese. Riteniamo che questo cambiamento aumenti la probabilità di un rialzo del tasso ufficiale nei prossimi mesi, allontanandosi dal contesto di tassi prossimi allo zero.
Implicazioni di mercato su FX, reddito fisso e azioni
Sul mercato valutario, raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi per uno Yen giapponese più forte. L’acquisto di opzioni call su JPY o l’assunzione di posizioni long su future JPY contro USD appare in questo momento particolarmente interessante. Storicamente, quando l’inflazione core di Tokyo si mantiene al livello obiettivo del 2% o al di sopra, lo Yen tende a rafforzarsi poiché il mercato prezza un restringimento dei differenziali di tasso con la Federal Reserve.
Per i derivati sul reddito fisso, occorre prepararsi a un rialzo dei rendimenti dei Japanese Government Bonds (JGB). I trader possono sfruttarlo vendendo future sui JGB o acquistando opzioni put sui JGB decennali. Come visto nei precedenti cicli di irrigidimento, i rendimenti a 10 anni possono superare rapidamente livelli tecnici chiave, come l’1,0%, quando i dati sull’inflazione sorprendono al rialzo.
Dobbiamo inoltre adeguare l’esposizione alle azioni giapponesi, in particolare agli esportatori che soffrono quando lo Yen si rafforza. L’acquisto di opzioni put sull’indice Nikkei 225 offre un’ottima copertura contro un possibile arretramento del mercato azionario nelle prossime settimane. Le recenti correzioni hanno mostrato che un rapido smontaggio del carry trade sullo Yen può innescare vendite marcate sull’indice di riferimento di Tokyo.
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