L’indice dei prezzi al dettaglio (Retail Price Index, RPI) del Regno Unito è salito dello 0,6% su base mensile a luglio, accelerando dallo 0,3% della rilevazione precedente. Il dato indica una crescita dei prezzi più rapida nel corso del mese, secondo la misura RPI.
La pubblicazione evidenzia un aumento di 0,3 punti percentuali del tasso mensile, portandolo dallo 0,3% allo 0,6%. I mercati monitorano spesso l’RPI per contratti indicizzati all’inflazione e meccanismi di indicizzazione, e la lettura di luglio si aggiunge alla più recente serie di dati sui prezzi.
Implicazioni per la politica monetaria e i mercati obbligazionari
Il balzo inatteso dell’UK Retail Price Index allo 0,6% a luglio mostra che le pressioni inflazionistiche sono tutt’altro che sconfitte. Riteniamo che questo dato, più caldo delle attese, costringerà la Bank of England a mantenere i tassi più elevati più a lungo, mettendo in discussione le precedenti aspettative di mercato di tagli rapidi. I trader sui derivati dovrebbero riprezzare immediatamente i futures SONIA (Sterling Overnight Index Average), poiché la probabilità di un taglio dei tassi nelle prossime riunioni autunnali è diminuita in modo significativo.
Sul mercato del reddito fisso, ci aspettiamo che i titoli di Stato britannici (gilt) subiscano pressioni al ribasso mentre i rendimenti salgono in risposta a un’inflazione persistente. I trader potrebbero valutare posizioni short sui futures sui gilt a breve scadenza oppure l’acquisto di opzioni put sui gilt a lunga scadenza per beneficiare dell’aumento dei rendimenti. Storicamente, quando l’RPI mensile aumenta di 0,3 punti percentuali o più, i rendimenti dei gilt a breve sono saliti in media di 15-25 punti base nelle settimane successive.
Opportunità su sterlina e derivati indicizzati all’inflazione
Vediamo inoltre un’opportunità tattica nei derivati legati alla sterlina, poiché aspettative di tassi più alti sostengono la valuta locale. Ha senso, nelle prossime settimane, acquistare opzioni call su GBP/USD o posizionarsi per una sterlina più forte contro l’euro. Storicamente, l’ampliamento del differenziale dei tassi tra la Bank of England e le altre banche centrali ha spinto la sterlina al rialzo, soprattutto quando l’inflazione sorprende verso l’alto.
Infine, la domanda di derivati indicizzati all’inflazione è destinata ad aumentare, mentre i coperturisti corporate si affrettano a proteggersi dall’aumento dei prezzi al dettaglio. Raccomandiamo di andare long sugli inflation swap del Regno Unito, in particolare sulle scadenze da uno a tre anni, dove il disallineamento di prezzo è attualmente più marcato. Con il tasso d’inflazione annuo che rimane ostinatamente elevato, questi strumenti offrono un’ottima copertura contro ulteriori sorprese al rialzo.
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