L’US Dollar Index (DXY) si è mantenuto in una fascia ristretta poco sopra 100,50, restando ben distante da un minimo di quasi un mese toccato mercoledì, mentre i mercati attendevano un discorso del presidente statunitense Donald Trump. Il sostegno è arrivato dall’aumento delle tensioni tra USA e Iran e da una nuova valutazione delle aspettative sulla politica della Federal Reserve (Fed), con l’indice ancora avviato verso perdite settimanali. La domanda di bene rifugio per il Dollaro USA (USD) è rimasta sostenuta dal premio per il rischio geopolitico.
Gli Stati Uniti hanno ampliato gli attacchi contro l’Iran, con funzionari a Bandar Abbas che hanno segnalato colpi a infrastrutture civili, inclusi impianti elettrici e una stazione ferroviaria, e hanno aperto il fuoco contro una nave accusata di aver tentato di violare un blocco navale rinnovato. L’Iran ha risposto con attacchi missilistici e con droni contro alleati degli USA e ha dichiarato che un’escalation è possibile. Reuters ha riferito che l’Iran ha chiesto agli Houthi dello Yemen di essere pronti a chiudere la rotta petrolifera del Mar Rosso, mentre i Pasdaran hanno avvertito di minacce ad altre rotte di approvvigionamento energetico, sostenendo prezzi del Greggio più alti e timori inflazionistici. Separatamente, la presidente della Fed di Dallas Lorie Logan ha affermato che le buone notizie su prezzi al consumo e all’ingrosso non sono sufficienti e ha sostenuto la necessità di tassi moderatamente più elevati; i mercati prezzavano almeno un rialzo dei tassi Fed nel 2026.
Strategie sulla volatilità in FX e mercati energetici
Riteniamo che i trader su derivati debbano prepararsi a un’intensa volatilità sul mercato valutario mentre l’US Dollar Index (DXY) staziona poco sopra il livello di supporto critico di 100,50. Con l’imminente discorso del presidente statunitense Donald Trump come principale catalizzatore, l’acquisto di straddle a breve scadenza su coppie in USD potrebbe proteggere da movimenti improvvisi e violenti del mercato. I dati storici mostrano che importanti interventi politici in fasi di forte tensione geopolitica possono facilmente innescare oscillazioni rapide superiori a 100 pip sulle principali coppie valutarie.
L’escalation del conflitto in Medio Oriente, in particolare le minacce alla rotta del Mar Rosso che gestisce quasi il 10% del commercio marittimo globale di petrolio, impone di prepararsi a un balzo dei prezzi energetici. I futures sul Brent hanno già mostrato un’elevata sensibilità a queste interruzioni del traffico marittimo e suggeriamo l’utilizzo di opzioni call sul petrolio per coprirsi da ulteriori shock dell’offerta. L’impiego di questi derivati energetici consentirà di cogliere il rialzo legato a un premio per il rischio geopolitico in aumento, limitando al contempo in modo rigoroso il rischio di ribasso.
Posizionamento per inflazione più alta e Dollaro forte
Inoltre, la minaccia di un ritorno dell’inflazione ha spinto le aspettative di mercato per un ulteriore rialzo dei tassi della Federal Reserve nel 2026 a quasi il 48% nel mercato dei futures sui Fed Funds. Dovremmo adeguare i portafogli shortando i futures sui Treasury o acquistando interest rate swap per beneficiare dell’aumento dei rendimenti. Con funzionari Fed come Lorie Logan orientati a una politica più restrittiva per vincere la battaglia contro l’inflazione, i derivati sul reddito fisso offrono una leva tattica altamente efficace per le prossime settimane.
Infine, raccomandiamo di mantenere un orientamento long sul Dollaro USA tramite contratti futures sul DXY finché l’indice rimane sopra la soglia chiave di 100,50. La combinazione di flussi da bene rifugio legati all’escalation USA-Iran e di una Fed hawkish crea un potente doppio vento in poppa per il biglietto verde. I trader dovrebbero cercare di acquistare sui ribassi l’USD, in particolare contro le valute di Paesi fortemente dipendenti dalle importazioni di energia.
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