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L’Indice del dollaro si stabilizza dopo il picco, mentre le prospettive sulla Fed e le tensioni con l’Iran mantengono cauti i trader

by VT Markets
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Sep 22, 2026

L’US Dollar Index (DXY) ha moderato il movimento dopo aver toccato il livello più alto dal 30 luglio, ma gli scambi sono rimasti contenuti e l’indicatore ha oscillato appena sotto la fascia di metà 100,00, sostanzialmente invariato nella seduta. La Federal Reserve ha alzato i tassi la scorsa settimana per la prima volta in oltre tre anni e il dot plot ha indicato un ulteriore rialzo entro fine anno, mentre i funzionari hanno richiamato rischi inflazionistici persistenti legati a uno shock dei prezzi delle materie prime. Sul fronte geopolitico, l’attenzione è rimasta alta dopo che i Pasdaran (IRGC) iraniani hanno avvertito che modificherebbero la “geografia della guerra” qualora gli Stati Uniti dovessero aumentare l’escalation, mentre Washington ha minacciato ulteriori misure economiche che potrebbero escludere le compagnie aeree iraniane dall’aviazione internazionale dal 23 settembre, sullo sfondo dell’intensificarsi dei combattimenti che coinvolgono il gruppo Houthi sostenuto dall’Iran nello Yemen e l’Arabia Saudita.

Successivamente l’Iran ha proposto di riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni se gli Stati Uniti revocassero il blocco dei porti iraniani e interrompessero le operazioni militari, uno sviluppo che ha coinciso con il calo del greggio ai minimi di due settimane e con i rendimenti dei Treasury USA rimasti sotto i massimi pluriennali. Sul piano tecnico, l’indice ha mantenuto un’impostazione rialzista sopra la SMA a 100 giorni a 99,90 ed è tornato sopra i supporti Fibonacci a 100,18 e 99,80; le resistenze sono viste a 100,56, 101,10 e al massimo di swing a 101,78. I principali livelli al ribasso sono 100,18, 99,90 e 99,80, quindi 99,33 e 98,58.

Strategie sui derivati e outlook tecnico

Raccomandiamo ai trader di derivati di mantenere un bias rialzista sull’US Dollar Index (DXY) tramite opzioni call, finché rimane sopra la critica media mobile semplice a 100 giorni a 99,90. Questa impostazione è supportata dal recente rialzo dei tassi della Federal Reserve, che storicamente rafforza il biglietto verde attirando capitali esteri in cerca di rendimenti più elevati. Considerato il supporto tecnico a 100,18, l’acquisto di call spread di breve termine con target sulle resistenze a 100,56 e 101,10 offre un profilo rischio/rendimento interessante.

Rischio geopolitico e copertura di portafoglio

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente restano un driver primario, rendendo gli asset rifugio come il dollaro USA particolarmente preziosi nei portafogli. Storicamente, lo Stretto di Hormuz gestisce oltre 20 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a circa il 20% dei consumi globali di liquidi petroliferi: qualsiasi minaccia a questo punto di transito può innescare improvvisi rialzi sia dei prezzi energetici sia della domanda di dollari. Per coprirci da questa volatilità, dovremmo valutare posizioni lunghe in opzioni call sul USD per intercettare repentini flussi verso beni rifugio in caso di escalation del conflitto dopo la scadenza del 23 settembre.

Sebbene l’offerta iraniana di riaprire lo Stretto abbia temporaneamente spinto il prezzo del petrolio ai minimi di due settimane, dobbiamo interpretare questo calo come una fase di consolidamento più che come un’inversione di trend. Questo sollievo temporaneo ha attenuato i timori inflazionistici di breve periodo e mantenuto stabili i rendimenti dei Treasury USA, elemento che potrebbe limitare guadagni immediati del DXY. Consigliamo di attendere un chiaro breakout sopra 100,56 oppure un rimbalzo convincente dal supporto a 99,80 prima di incrementare in modo aggressivo le posizioni lunghe sui futures.

Per i trader che intendono sfruttare la permanenza in range, la vendita di opzioni put sotto la zona di domanda strutturale a 98,58 consente di incassare premio in attesa di un trend più definito. Se il DXY dovesse scendere sotto la media mobile a 99,90 con una chiusura giornaliera, dovremmo rivalutare immediatamente e coprire le esposizioni nette lunghe. Combinando spread su opzioni con stop-loss rigorosi, possiamo gestire l’attuale rischio legato alle notizie geopolitiche senza esporci a un downside illimitato.

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