L’US Dollar Index (DXY) ha tenuto bene anche dopo che le autorità statunitensi e giapponesi hanno confermato un intervento congiunto sul mercato FX in USD/JPY, con il Giappone stimato aver venduto 70-80 miliardi di dollari negli ultimi tre giorni. La mossa è arrivata insieme a prezzi del petrolio più deboli e a commenti del presidente USA Donald Trump che indicavano la negoziazione, piuttosto che l’azione militare, come l’approccio preferito di Washington verso l’Iran. Ciononostante, il dollaro non si è indebolito in modo generalizzato, mentre i mercati hanno continuato a prezzare la possibilità di un rialzo della Federal Reserve a settembre.
L’attenzione si sposta ora sui dati USA di breve periodo, a partire dalla pubblicazione dell’ISM manifatturiero di luglio e poi su una serie di indicatori del mercato del lavoro, tra cui le aperture di posti JOLTS, l’ADP e i non-farm payrolls di venerdì. Per l’NFP, il consenso è intorno a +75-80 mila, un dato che difficilmente basterebbe a rimuovere le aspettative di un rialzo a settembre. In questo contesto, il DXY è stato descritto come sensibile ai titoli sull’intervento, ma con un impatto in attenuazione; il supporto è visto in area 99,35/40 e c’è spazio per tornare sopra 100 già questa settimana.
Posizionamento per la tenuta del dollaro USA
Raccomandiamo ai trader in derivati di posizionarsi per un dollaro USA resiliente nelle prossime settimane, nonostante il massiccio intervento FX giapponese da 70-80 miliardi di dollari. Sebbene gli interventi congiunti in genere raffreddino l’USD/JPY, il più ampio US Dollar Index (DXY) sta tenendo e appare pronto a riportarsi sopra la soglia dei 100 punti. I trader potrebbero valutare l’acquisto di opzioni call di breve termine sul DXY in prossimità del supporto 99,35/40 per intercettare questo rimbalzo.
Attese sui tassi e driver di mercato
Il principale fattore che mantiene forte il biglietto verde è che i mercati continuano a prezzare un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre. I recenti dati del CME FedWatch mostrano che i trader si stanno coprendo contro uno scenario di tassi “più alti più a lungo”, nonostante un raffreddamento della crescita globale. Riteniamo che solo dati macro fortemente deludenti questo mese possano impedire alla Fed di procedere con un ulteriore irrigidimento.
Il fitto calendario di dati di questa settimana, incluso l’ISM manifatturiero di oggi e i non-farm payrolls di venerdì, determinerà il percorso immediato del dollaro. Con il consenso NFP su un incremento moderato di 75-80 mila, il mercato del lavoro resta sufficientemente teso da sostenere l’impostazione restrittiva della Fed. Suggeriamo di utilizzare straddle su opzioni EUR/USD e USD/JPY per catturare le forti oscillazioni dei prezzi attese in corrispondenza di queste pubblicazioni.
Inoltre, il calo dei prezzi del Brent, che attualmente si collocano vicino ai minimi di diversi mesi, non sta riuscendo a trascinare al ribasso il dollaro come storicamente accade. Questa “decorrrelazione” segnala che i differenziali di tasso sono al momento la forza dominante nel mercato FX. Suggeriamo di mantenere posizioni lunghe di USD contro yen giapponese ed euro entrando più in profondità nel mese di agosto.
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