L’US Dollar Index (DXY) è scivolato intorno a 98,80 nella sessione asiatica di lunedì, stazionando sui minimi degli ultimi tre mesi mentre i mercati metabolizzavano il piano del Tesoro USA di intensificare i riacquisti sul tratto lungo della curva. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che il dipartimento raddoppierà i buyback a 4 miliardi di dollari per operazione nel tentativo di contenere l’aumento dei rendimenti sul 30 anni, una mossa che ha riacceso le preoccupazioni sul quadro fiscale degli Stati Uniti. Le ultime letture dell’inflazione si sono raffreddate, ma alcuni esponenti della Federal Reserve (Fed) chiedono prove più nette che le pressioni sui prezzi stiano rientrando; il CME FedWatch indica che i mercati prezzano una probabilità del 41,0% di un rialzo dei tassi alla prossima riunione, in calo dal 47% di un mese fa.
Bessent dovrebbe tenere lunedì una conferenza stampa sulle nuove sanzioni USA contro l’Iran, dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato quella che ha definito l’azione economica più severa mai intrapresa contro Teheran, aumentando la possibilità di un rinnovato sostegno “rifugio” per il dollaro USA. Gli strategist di Scotiabank sostengono che gli sforzi per comprimere i rendimenti di lungo periodo rendono il biglietto verde più vulnerabile alle preoccupazioni fiscali. Musalem della Fed ha indicato un’inflazione “di fondo” intorno al 2,5%-3% e ha citato una minore probabilità di raggiungere il 2%, mentre l’FXS Fed Sentiment Index è sceso di 0,34 a 132,42, insieme a un punteggio FXS Speechtracker di 7/10. Sul piano tecnico, il DXY resta contenuto sotto la media mobile semplice a 100 giorni, con RSI (14) vicino a 30; le resistenze si collocano a 99,70, 99,75 e 101,00, mentre il supporto è visto a 98,50.
Reazioni di mercato e analisi tecnica
Stiamo monitorando da vicino l’US Dollar Index (DXY) mentre scende sotto la soglia di 99,00 e tratta vicino a 98,80, spinto dal crescente disagio per le politiche fiscali statunitensi. La mossa aggressiva del Tesoro di raddoppiare i riacquisti sui Treasury a lunga scadenza a 4 miliardi di dollari per operazione ha limitato i rendimenti, ma sta anche esercitando una pressione diretta al ribasso sul biglietto verde. Per i trader di derivati, questo segnala che il dollaro sta sopportando il peso di queste politiche interventiste, creando opportunità chiare di vendita allo scoperto sui rimbalzi di breve.
Storicamente, le grandi espansioni del debito federale — con il debito nazionale statunitense stimato oltre 39.000 miliardi di dollari nel 2026 — hanno indebolito strutturalmente il dollaro quando abbinate a misure di contenimento dei rendimenti. È possibile richiamare politiche simili di controllo della curva dei rendimenti negli anni ’40 e l’era del quantitative easing post-2008 per osservare come la compressione dei rendimenti obbligazionari finisca inevitabilmente per favorire la svalutazione della valuta. Gli operatori sui derivati dovrebbero focalizzarsi su opzioni put o posizioni corte sui futures, soprattutto mentre il DXY oscilla vicino alla banda di Bollinger inferiore a 98,50.
Rischi geopolitici e strategie di trading
Tuttavia, occorre bilanciare questa impostazione ribassista con possibili improvvisi scatti “risk-off” legati all’inasprimento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Con Scott Bessent pronto ad annunciare sanzioni economiche senza precedenti contro l’Iran, eventuali escalation potrebbero invertire bruscamente la discesa del dollaro. Raccomandiamo l’impiego di strategie collar oppure l’acquisto di call sul DXY vicine al denaro per coprirsi da questi picchi geopolitici.
Anche se il mercato prezza attualmente solo una probabilità del 41% di un rialzo dei tassi alla prossima riunione, le sfumature “hawkish” di esponenti Fed come Musalem suggeriscono che l’inflazione resta vischiosa tra il 2,5% e il 3%. Dal punto di vista tecnico, l’indice rimane bloccato sotto la media mobile semplice a 100 giorni a 99,70, che funge da resistenza cruciale per l’impostazione degli stop-loss. Suggeriamo ai trader di fissare stop-loss stretti appena sopra 99,75, puntando a una rottura sotto il supporto a 98,50 nelle prossime settimane.
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