L’indice del dollaro USA (DXY) è rimasto sotto quota 100,00 venerdì dopo il quarto dato macro USA consecutivo deludente. La lettura preliminare del sentiment dei consumatori dell’Università del Michigan per agosto è scesa a 51 da 55,2, ben al di sotto delle attese, e segue un’inflazione più moderata insieme a un rapporto sulle vendite al dettaglio debole. Con la probabilità implicita di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre in ulteriore calo e senza pubblicazioni USA di primo livello in calendario la prossima settimana, l’attenzione si sposta sui verbali (Minutes) del Federal Open Market Committee (FOMC) di luglio, in uscita mercoledì, per maggiori dettagli sulla spaccatura “hawkish”. All’estero, il calendario britannico è fitto: occupazione martedì, inflazione mercoledì e vendite al dettaglio venerdì; in Giappone arriva il PIL del secondo trimestre domenica. In Cina, i dati sull’attività di luglio sono attesi lunedì, seguiti dalla decisione sui tassi della People’s Bank of China (PBoC) giovedì, mentre le stime flash dei PMI chiudono la settimana venerdì.
Nel FX, EUR/USD ha chiuso nella parte alta di 1,1500, sui massimi a due mesi, con l’indice ZEW tedesco in uscita martedì e i PMI flash dell’Eurozona come principale banco di prova venerdì. GBP/USD ha terminato intorno a 1,3560, con il CPI headline visto in risalita verso il 3%, mentre USD/JPY ha tenuto nella parte bassa di 159,00, con il PIL giapponese atteso a 0,5% t/t. AUD/USD ha scambiato vicino a 0,7080, con i dati sul lavoro di giovedì al centro dell’attenzione insieme alla Cina. Il WTI ha chiuso nella parte bassa degli 80 dollari al barile e l’oro si è attestato intorno a 4.380 dollari, in chiusura su 4.400.
—Debolezza del USD, forza dell’euro e potenziale breakout dell’oro
Con il Dollar Index scivolato sotto la soglia critica di 100,00 a causa della debolezza del sentiment dei consumatori, sceso a 51, riteniamo opportuno posizionarsi per un’ulteriore fase di downside del biglietto verde. Storicamente, una rottura sotto area 100 innesca programmi di vendita automatizzati, rendendo particolarmente interessanti le opzioni call su EUR/USD, mentre il cross punta a 1,1600. Raccomandiamo l’acquisto di call EUR/USD a breve scadenza in vista dei verbali FOMC di mercoledì, per intercettare un’ulteriore riduzione delle attese di rialzo dei tassi Fed.
La sterlina britannica sta testando massimi a tre mesi in area 1,3560 e vediamo un forte potenziale per strategie di breakout tramite straddle su GBP/USD. Con l’inflazione UK prevista in risalita verso il 3% questa settimana, una lettura elevata potrebbe spingere la Bank of England a mantenere un orientamento restrittivo. Gli operatori sui derivati possono sfruttare la volatilità attesa impostando posizioni long volatility in vista del dato CPI di mercoledì.
La corsa storica dell’oro in area 4.380 dollari evidenzia un marcato spostamento verso gli asset rifugio, alimentato da un dollaro più debole e dal calo dei rendimenti dei Treasury. Considerato che l’oro è salito in modo significativo negli ultimi due anni, suggeriamo l’acquisto di opzioni call out-of-the-money con target sulla resistenza psicologica di 4.400 dollari. I verbali FOMC potrebbero rappresentare il catalizzatore finale per innescare il breakout, se dovessero confermare uno spostamento “dovish”.
—Asia, greggio e strategie in opzioni tra rischi geopolitici
In Asia, riteniamo opportuno monitorare da vicino yen e dollaro australiano, utilizzando strategie in opzioni in range per gestire segnali macroeconomici contrastanti. Con il PIL giapponese del 2° trimestre atteso a 0,5% e la crescita dell’occupazione australiana prevista in rallentamento, USD/JPY in area 159,00 resta molto sensibile ai dati locali. Consigliamo di coprire l’esposizione al dollaro australiano tramite opzioni put in vista dei dati sull’attività cinese e della decisione sui tassi PBoC di giovedì.
Il WTI resta supportato nella parte bassa degli 80 dollari, trainato soprattutto dalle ansie lato offerta legate allo Stretto di Hormuz. Poiché i premi per il rischio geopolitico possono impennarsi improvvisamente, raccomandiamo l’utilizzo di bull call spread per limitare il rischio mantenendo l’esposizione al potenziale rialzo. Storicamente, interruzioni in snodi marittimi chiave possono spingere rapidamente il prezzo del greggio al rialzo del 5%-10%, rendendo particolarmente interessanti strategie long volatility.
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