L’US Dollar Index (DXY) ha limato i ribassi mercoledì dopo che lo Yen giapponese si è rafforzato bruscamente, annullando i precedenti rialzi del biglietto verde. Il DXY si attestava intorno a 99,55, in calo dello 0,11% nella giornata, dopo aver toccato in precedenza 99,86, il livello più alto dal 14 agosto. USD/JPY è sceso di quasi l’1% dopo essersi avvicinato a 160 e in seguito ha scambiato vicino a 158,80, alimentando speculazioni su un’azione giapponese sul mercato dei cambi, come un intervento o un “rate check”, sebbene non vi siano state conferme ufficiali. L’ultimo intervento coordinato tra Stati Uniti e Giappone risale a fine luglio, dopo che USD/JPY era salito a un massimo di 40 anni vicino a 164.
Il movimento dello Yen si è propagato sul mercato FX, sollevando EUR/USD e GBP/USD dai minimi intraday, mentre dati statunitensi più deboli hanno aggiunto pressione. L’ADP Employment Change ha mostrato che le buste paga del settore privato sono aumentate di 38 mila in agosto, sotto una previsione di 47 mila e rispetto ai 46 mila di luglio. Il pricing della politica della Federal Reserve si è irrigidito, con il CME FedWatch che indica circa il 70% di probabilità di un rialzo dei tassi alla riunione del 15-16 settembre, in aumento dal 36% di una settimana fa. I rendimenti dei Treasury sono rimasti sostenuti, con il decennale vicino al 4,79% dopo aver toccato il 4,81%, il livello più alto da ottobre 2023, mentre i mercati attendevano il rapporto NFP di venerdì.
Volatilità da intervento sullo Yen e rischi sui tassi USA
Con lo Yen giapponese in forte rialzo e USD/JPY in calo a 158,80 su sospetto intervento, raccomandiamo ai trader di derivati di prepararsi a un’estrema volatilità. Storicamente, gli interventi unilaterali giapponesi, come quelli di fine 2022 e metà 2024, hanno innescato rally improvvisi dello JPY fino al 5% in poche sedute. Consigliamo l’acquisto di opzioni put di breve scadenza su USD/JPY per proteggere i portafogli da ulteriori cali bruschi, soprattutto con il cross che oscilla vicino alla soglia critica di 160.
Il balzo della probabilità di un rialzo dei tassi Fed a settembre al 70% implica la necessità di adeguare attivamente le posizioni sui derivati di tasso. Con il rendimento del Treasury decennale USA elevato al 4,79%, esiste un forte percorso tecnico verso la soglia del 5,0% se il ciclo di inasprimento della Fed dovesse partire il 16 settembre. Suggeriamo di assumere posizioni corte sui futures sui Treasury o di acquistare opzioni put su obbligazioni a lunga duration per capitalizzare su questa pressione al rialzo dei rendimenti.
Strategie di trading in vista dei dati chiave sull’occupazione
Il rapporto sulle Nonfarm Payrolls di questo venerdì è il catalizzatore cruciale che potrebbe confermare o smentire la debole variazione dell’ADP, pari ad appena 38 mila nuovi occupati nel settore privato. Poiché le sorprese sui payroll storicamente innescano oscillazioni medie di USD/JPY superiori a 100 pip nel giorno della pubblicazione, le strategie in opzioni direzionalmente neutrali risultano particolarmente attraenti. Raccomandiamo l’utilizzo di long straddle sul US Dollar Index o sulle principali coppie valutarie per catturare questi movimenti attesi senza assumere una direzione prima del dato.
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