L’indice dei prezzi alla produzione (PPI) in Svezia è salito al 6,6% su base annua a maggio, dal 4,7% precedente. Il movimento indica pressioni sui prezzi più robuste “ai cancelli delle fabbriche” nel periodo.
Il dato di maggio segna un’accelerazione di 1,9 punti percentuali rispetto al ritmo precedente. I prezzi alla produzione possono trasferirsi nel tempo sull’inflazione al consumo, a seconda di come le variazioni dei costi vengano propagate lungo la catena di fornitura.
Implicazioni per la politica monetaria e la strategia di mercato
Questo nuovo dato sui prezzi alla produzione in Svezia rappresenta un segnale inflazionistico rilevante su cui dobbiamo agire. Il balzo al 6,6% supera di gran lunga le attese e suggerisce che l’inflazione al consumo, che si stava moderando, potrebbe invertire la rotta e tornare a salire. Questo sviluppo esercita una forte pressione sulla Riksbank affinché riconsideri la sua recente impostazione di neutralità.
Di conseguenza, ci aspettiamo un tono più “falco” da parte della banca centrale nelle prossime settimane in vista della prossima riunione. Il mercato inizierà a prezzare una probabilità più elevata di un rialzo dei tassi prima della fine dell’anno, uno scenario che non era sul tavolo la scorsa settimana. Dovremmo quindi posizionarci per un aumento dei tassi a breve, eventualmente entrando in interest rate swap pay-fixed.
Questo cambiamento nelle aspettative sui tassi dovrebbe fornire un forte sostegno alla corona svedese. La valuta è stata debole contro l’euro, con il cross EUR/SEK recentemente in area 11,45, ma questo dato potrebbe innescare un movimento significativo al ribasso. Puntiamo a costruire posizioni lunghe in SEK, probabilmente tramite l’acquisto di opzioni call sulla corona contro l’euro.
Per l’azionario, lo scenario diventa più complesso, poiché la prospettiva di tassi più elevati minaccia profitti aziendali e crescita economica. Il mercato azionario svedese, misurato dall’indice OMXS30, è ora esposto al rischio di una correzione. Dovremmo valutare l’acquisto di opzioni put sull’indice per coprire l’esposizione long in azioni o per speculare su un ribasso.
Rischi, incertezza e volatilità in arrivo
Questo dato PPI è particolarmente allarmante se confrontato con i recenti dati governativi che indicavano un’inflazione CPIF scesa al 2,1% in aprile, molto vicina al target del 2% della Riksbank. Inoltre, con i recenti numeri sul PIL che mostrano una contrazione dello 0,3% nel primo trimestre del 2026, la banca centrale si trova stretta tra il contrasto a una nuova fiammata inflazionistica e il sostegno a un’economia fragile. Questo conflitto alimenterà incertezza e volatilità sui mercati.
Richiamando il rapido ciclo di rialzi dei tassi del 2022-2023, i mercati saranno sensibili a qualsiasi segnale che l’inflazione stia tornando a radicarsi. La memoria di quel periodo suggerisce che la Riksbank potrebbe dover agire con decisione, anche a costo di penalizzare la crescita. Dobbiamo quindi aspettarci un aumento della volatilità sia sul mercato valutario sia su quello azionario, e possiamo posizionarci acquistando straddle sull’OMXS30.
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