La Cina ha esportato lo scorso anno un record di 162 milioni di once d’argento, importandone quasi nulla, poiché un cuneo fiscale mantiene i prezzi di Shanghai sopra quelli di Londra e New York senza però attirare il metallo fisico verso Est. L’argento era a 66,10 dollari l’oncia il 9 settembre, in rialzo del 4% nell’ultimo mese e in calo del 7,3% da inizio anno; resta inoltre circa il 46% sotto il massimo intraday di 121,58 dollari segnato il 29 gennaio. A fine agosto, il riferimento occidentale era 66,44 dollari, contro 75,16 dollari alla Shanghai Gold Exchange, con un premio di 8,72 dollari l’oncia; i prezzi domestici indiani sono frenati da un dazio all’importazione del 15%. In Cina, l’importazione di lingotti raffinati per la vendita domestica sconta un’IVA del 13%, mentre l’importazione di concentrato e la riesportazione di barre raffinate può evitare tale onere, sostenendo un premio descritto come 13,12% ma comunque inferiore a una soglia “all-in” d’importazione stimata tra il 15% e il 20% una volta aggiunti licenze, noli e assicurazione.
Flussi e scorte spiegano meglio il paradosso. Le importazioni ufficiali di metallo si sono dimezzate nel 2025 a 8 Moz, ma le importazioni “genuine” aggiustate sono scese del 2% a 7,6 Moz, contro esportazioni pari a 162 Moz, ovvero circa uno a venti. Le giacenze combinate presso Shanghai Gold Exchange e SHFE sono diminuite di 37,3 Moz nel corso del 2025 fino a 47,1 Moz, minimo da dieci anni, con i deflussi indicati come fattore trainante. L’India ha irrigidito separatamente: i dazi sono saliti dal 6% al 15% il 13 maggio e le barre con purezza 99%+ sono state soggette a restrizioni il 17 maggio, dopo di che le importazioni di maggio sono state 46,8 tonnellate contro 534,3 tonnellate un anno prima, in calo del 91,2% (15,67 Moz). Ad agosto si sono registrate 89,81 tonnellate via India International Bullion Exchange a fronte di circa 400 tonnellate di licenze approvate, mentre le importazioni da inizio anno risultavano inferiori del 16% rispetto all’anno scorso; un differenziale di cambio del 14,51% è stato confrontato con un pavimento fiscale composto del 18,45%, e a metà agosto è stato citato un premio domestico di circa 4 dollari l’oncia.
Volatilità nei derivati sull’argento e rischi di arbitraggio
Ci aspetta una finestra di elevata volatilità per i derivati sull’argento nelle prossime settimane, soprattutto con la decisione della Federal Reserve sui tassi in arrivo il 16 settembre. Il metallo si è stabilizzato di recente intorno a 66,10 dollari, ma i prossimi dati sui prezzi al consumo probabilmente innescheranno brusche oscillazioni di breve periodo. Suggeriamo ai trader di utilizzare straddle su opzioni a breve scadenza per catturare questi movimenti guidati dal quadro macro senza assumere troppo presto una scommessa direzionale.
Sconsigliamo con forza di tentare di arbitrare l’ampio premio di 8,72 dollari a Shanghai andando long a Londra e short in Cina. Questo divario di prezzo resta aperto per via della rigida struttura di tassazione all’importazione del 13% in Cina, più che per un semplice ritardo logistico. Poiché i costi di importazione arrivano fino al 20% sopra i prezzi spot globali, questo premio tende ad auto-perpetuarsi e non può essere facilmente “spazzato via” da operazioni di trading.
Tensione sul fisico e posizionamento strategico in opzioni
Piuttosto, dovremmo focalizzarci sul costante drenaggio di metallo fisico, dato che le giacenze combinate presso le borse di Shanghai sono precipitate al minimo di dieci anni. Questa ristrettezza dell’offerta domestica, insieme alla domanda differita in India a causa delle licenze d’importazione limitate, implica che si stiano accumulando in modo silenzioso colli di bottiglia nelle consegne fisiche. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni call con scadenze più lunghe per posizionarsi in vista di improvvise strette localizzate dell’offerta più avanti nell’anno.
I dati sul campo supportano questa lettura di mercato tirato, con l’offerta globale di argento che si avvia verso il quinto anno consecutivo di deficit strutturale. Questo deficit persistente è trainato in larga misura dalla domanda industriale, in particolare dalla green energy e dalla produzione di pannelli solari, che nell’ultimo anno si è espansa rapidamente. Utilizzare eventuali ribassi dei prezzi dopo la Fed per impostare bull call spread di lungo periodo consentirà di sfruttare in modo prudente questi solidi fondamentali del mercato fisico.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.