I principali dati in uscita questa settimana includono la variazione dell’occupazione in Australia alle 03:30 CET di giovedì 23, seguita dalla decisione della BCE sui tassi alle 14:15 CET dello stesso giorno. I mercati arrivano all’appuntamento BCE con toni contrastati: il Dollaro USA si indebolisce mentre l’azionario corregge, e l’Euro si mantiene più solido in vista della decisione e della conferenza stampa di Christine Lagarde. È ampiamente atteso che i tassi restino invariati, ma qualsiasi modifica della guidance della BCE su inflazione o traiettoria futura della politica monetaria potrebbe aumentare la volatilità sui cross in EUR.
Altrove, il Dollaro canadese si rafforza contro diversi principali pari, sostenuto da un sentiment migliore e da prezzi delle materie prime più sostenuti. Il petrolio torna a salire, supportando le valute legate alle commodity e riaccendendo l’attenzione sui costi energetici come possibile freno al recente trend di disinflazione. Oro e argento arretrano dopo i guadagni recenti, mentre il posizionamento viene ridotto in vista dell’evento di banca centrale; l’azionario resta sotto lieve pressione all’interno di un più ampio trend rialzista; Bitcoin viene descritto in fase laterale.
Politica monetaria dell’Eurozona e implicazioni operative
Con la Banca Centrale Europea che mantiene oggi i tassi invariati, consigliamo ai trader su derivati di prepararsi a un aumento della volatilità sull’euro nelle prossime settimane. Il tono prudente della presidente Christine Lagarde suggerisce che, sebbene l’inflazione dell’Eurozona si sia stabilizzata vicino al 2,2%, eventuali tagli dei tassi restano strettamente dipendenti dai dati. Puntiamo quindi a operare su opzioni EUR/USD sfruttando possibili espansioni di volatilità, soprattutto se il prezzo spot dovesse testare livelli di resistenza psicologica chiave.
Valute legate alle commodity, metalli preziosi e strategie sull’azionario
L’aumento dei costi energetici sta complicando l’outlook globale sull’inflazione, con il Brent recentemente risalito verso gli 85 dollari al barile. Questo slancio delle materie prime sta sostenendo direttamente il Dollaro canadese, rendendo particolarmente interessanti, nel breve, strategie long tramite derivati sul “Loonie”. Raccomandiamo di coprirsi con opzioni put su USD/CAD mentre il Dollaro USA continua a indebolirsi contro le valute legate alle commodity.
Oro e argento sono attualmente in una correzione tecnica dopo l’importante corsa dell’oro verso area 2.400 dollari all’inizio dell’anno. Questo ritracciamento temporaneo ci offre un’ottima opportunità per acquistare opzioni call di più lungo periodo sui metalli preziosi a prezzi più convenienti. Ci aspettiamo che questi asset rifugio trovino presto un solido supporto tecnico, grazie alle persistenti incertezze globali e a un biglietto verde più debole.
Nel frattempo, i mercati azionari registrano un arretramento contenuto, con indici principali come l’S&P 500 in calo di circa il 2% rispetto ai massimi recenti. Poiché il trend macroeconomico di fondo resta intatto, suggeriamo di sfruttare questo ribasso per vendere opzioni put o acquistare call spread sui future sugli indici azionari. Manteniamo il focus sulla preservazione del capitale, in attesa che il Dollar Index statunitense definisca un supporto più chiaro sotto area 104,00.
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