L’euro si mantiene vicino a 1,1535 dollari mentre i mercati si preparano alla decisione della Federal Reserve e alle avvertenze della BCE sull’inflazione

by VT Markets
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Sep 16, 2026

L’euro si è mantenuto debole in area 1,1535 dollari contro il biglietto verde nella sessione europea di mercoledì, con l’EUR/USD in atteggiamento prudente in vista della decisione della Federal Reserve attesa alle 18:00 GMT. Lo strumento CME FedWatch attribuisce una probabilità del 92,5% a un rialzo dei tassi di 25 punti base al 3,75%–4,00% e, separatamente, indica una probabilità prossima al 79% di almeno due rialzi entro fine anno. L’attenzione è rivolta anche al “dot plot” della Fed, oltre che al comunicato di politica monetaria e alle dichiarazioni del presidente Kevin Warsh su inflazione e prospettive economiche.

Nell’area euro, alcuni esponenti della Banca Centrale Europea hanno segnalato il rischio che le pressioni inflazionistiche restino elevate, un elemento che potrebbe implicare un ulteriore inasprimento. La BCE la scorsa settimana ha aumentato i tassi di 25 pb, in linea con le attese. Sul fronte grafico, l’EUR/USD oscillava intorno a 1,1532 e manteneva un’impostazione ribassista di breve sotto la media mobile esponenziale (EMA) a 20 periodi in area 1,1589, mentre l’RSI a 14 giorni gravitava vicino a 40. Le resistenze sono viste a 1,1589 e il supporto in area 1,1500.

Strategie per un posizionamento ribassista su EUR/USD

Suggeriamo ai trader su derivati di prepararsi a un aumento dell’attività di mercato puntando su opzioni put EUR/USD di breve periodo. Con il cross in debolezza a 1,1535 e poco sopra il supporto critico di 1,1500, l’acquisto di put con strike a 1,1450 offre un profilo rischio/rendimento interessante. Storicamente, nelle fasi iniziali dei cicli di restrizione monetaria, il dollaro statunitense si è rafforzato in media del 2%–4% contro le principali valute nelle settimane successive al primo rialzo dei tassi.

Poiché il mercato ha già prezzato una probabilità del 92,5% di un rialzo nella seduta odierna, l’annuncio effettivo potrebbe innescare un breve picco di volatilità in stile “sell the news” prima che riprenda la tendenza primaria al ribasso. Per proteggersi da questo rischio, raccomandiamo l’utilizzo di bear put spread anziché put in acquisto secco, così da ridurre il costo del premio. I dati di mercato mostrano che la volatilità implicita sull’EUR/USD tende a contrarsi del 10%–15% immediatamente dopo la conferenza stampa della Fed, un fattore che può erodere rapidamente il valore di opzioni long non coperte.

Coperture per una possibile inversione al rialzo

Occorre inoltre tenere conto del tono “hawkish” della Banca Centrale Europea, che recentemente ha alzato i tassi di 25 punti base per contrastare l’inflazione persistente dell’Eurozona. Se le proiezioni economiche della Fed dovessero delineare uno scenario più morbido del previsto per la parte restante dell’anno, l’EUR/USD potrebbe rapidamente “squeezare” verso la media mobile esponenziale a 20 periodi in area 1,1589. Per i trader che intendono coprirsi da una potenziale inversione al rialzo, l’esecuzione di un call calendar spread consente di beneficiare del time decay mantenendo al contempo un profilo di rischio complessivo ben definito.

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