L’euro si è mantenuto stabile contro il dollaro USA mercoledì, recuperando da 1,1437 a poco sopra 1,1450 e avanzando verso 1,1480, vicino alla parte alta del range delle ultime sei settimane. Il sostegno è arrivato dalle stime preliminari di Eurostat che mostrano il PIL dell’Eurozona in aumento dello 0,4% nel secondo trimestre dopo un calo dello 0,2% nel primo, battendo le previsioni di una crescita dello 0,2%. La crescita annua è accelerata all’1% dallo 0,3%, mentre le attese erano per lo 0,5%. Separatamente, l’ufficio statistico tedesco ha comunicato un PIL in aumento dello 0,2% trimestre su trimestre contro lo 0,3% precedente e un consenso per +0,1%, con crescita annua allo 0,9% dallo 0,4% e sopra le stime dello 0,6%.
Sono migliorati anche i dati di survey: l’indice di fiducia dei consumatori della Commissione Europea è salito a -15,9 a luglio da -17,7 a giugno, e gli indicatori di sentiment economico e industriale hanno superato le attese. In controtendenza, il tasso di disoccupazione dell’Eurozona è salito lievemente al 6,3% a giugno dal 6,2% atteso. L’avanzata della valuta è stata limitata dalla ripresa delle ostilità tra USA e Iran dopo una tregua di tre giorni, che ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio e sostenuto il dollaro, dopo la decisione del FOMC di mantenere i tassi invariati.
Resilienza dell’euro e strategie in opzioni
Vediamo l’euro mostrare una forte tenuta in area 1,1450, sostenuto da un’espansione dello 0,4% del PIL dell’Eurozona nel secondo trimestre, superiore alle attese. Questo rimbalzo economico, insieme al miglioramento della fiducia dei consumatori a -15,9, suggerisce che la regione si stia riprendendo molto più rapidamente di quanto molti scettici di mercato avessero previsto. Per i trader su derivati, questa solidità macro indica che il potenziale ribassista dell’euro potrebbe essere limitato nelle prossime settimane, rendendo interessanti strategie in opzioni di impostazione rialzista.
Per sfruttare questo momentum, raccomandiamo di valutare call su EUR/USD con scadenze nelle prossime due-quattro settimane. I dati storici mostrano che quando la crescita dell’Eurozona supera le attese con questo scarto, la valuta tende a mantenere una spinta al rialzo, puntando al livello chiave di resistenza in area 1,1480. Andrebbe inoltre monitorata la volatilità implicita sulle scadenze brevi, che resta relativamente bassa, offrendo un punto d’ingresso conveniente per i compratori.
Bilanciare i rischi: geopolitica, prezzi dell’energia e politica della Fed
Tuttavia, occorre bilanciare questa view rialzista con l’aumento dei rischi geopolitici e la volatilità dei prezzi energetici. Le rinnovate tensioni in Medio Oriente hanno spinto al rialzo le quotazioni del petrolio, fattore che storicamente rafforza il dollaro USA come bene rifugio e limita i guadagni dell’euro. Per questo, consigliamo di coprire posizioni lunghe in euro con put su USD a breve scadenza oppure di utilizzare bull call spread per contenere il rischio in caso di improvvise inversioni di mercato.
In un’ottica più ampia, la recente decisione della Federal Reserve di mantenere i tassi invariati, in un contesto di divisioni interne, aggiunge un ulteriore livello di incertezza. Con i rendimenti dei Treasury USA in oscillazione e una Fed priva di una chiara forward guidance, il dollaro è esposto a improvvisi episodi di debolezza. Riteniamo che i trader su derivati dovrebbero sfruttare questa divergenza di policy posizionandosi per un test dell’area 1,1500, mantenendo però stop-loss stretti per proteggersi da shock geopolitici improvvisi.
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