L’euro è rimasto sotto pressione sui minimi di un anno contro la sterlina, nonostante dati più solidi sulla produzione industriale tedesca. EUR/GBP scambiava intorno a 0,8540, il livello più debole da luglio dello scorso anno, dopo essere sceso da sopra 0,8600 la scorsa settimana; il cross è in calo di oltre l’1% nel periodo. La produzione industriale della Germania è salita dello 0,9% a maggio, accelerando rispetto al +0,4% di aprile e superando la previsione di mercato di +0,2%.
Anche i dati sul mercato immobiliare del Regno Unito sono risultati più robusti. L’indice Lloyds dei prezzi delle case è aumentato dello 0,2% a giugno dopo un calo dello 0,1% a maggio, battendo le attese di un +0,1%; la crescita annua è salita lievemente allo 0,6% dallo 0,5%. La debolezza dell’euro ha inoltre risentito di letture più morbide dei prezzi al consumo in Germania, che hanno ridotto la percezione della necessità di ulteriori strette della Banca Centrale Europea dopo il rialzo di giugno e hanno lasciato il mercato concentrato sulla prospettiva di una pausa a luglio; anche la Bank of England è vista mantenere la politica monetaria invariata nei mesi a venire.
La divergenza di politica monetaria alimenta il trend ribassista di EUR/GBP
Alla luce della debolezza dell’euro rispetto alla sterlina, riteniamo che il trend ribassista di EUR/GBP proseguirà nelle prossime settimane. Il cross fatica a mantenersi sopra area 0,8540 e il quadro fondamentale supporta ulteriori discese. La divergenza di politica monetaria tra la Banca Centrale Europea e la Bank of England è il principale driver di questo movimento.
La BCE sembra aver concluso il ciclo di rialzi dei tassi, un fattore che pesa sull’euro. Con l’ultima stima flash dell’inflazione dell’Eurozona a giugno al 2,6%, la pressione per un ulteriore inasprimento si è notevolmente attenuata. Ci aspettiamo che la banca centrale resti in stand-by per tutta l’estate, privando l’euro di un supporto significativo.
Al contrario, la Bank of England non ha fretta di tagliare i tassi, sostenendo la sterlina. Sebbene l’inflazione nel Regno Unito abbia centrato il target del 2,0% a giugno, una dinamica salariale sottostante ancora forte, riportata l’ultima volta al 5,9%, impedisce alla BoE di muoversi troppo presto. Questo orientamento di stabilità rende la sterlina più attraente dell’euro.
Strategia di trading e livelli chiave da monitorare
Abbiamo già visto questa divergenza in passato, ad esempio nel periodo 2014-2015, quando percorsi differenti delle banche centrali provocarono un calo prolungato di EUR/GBP. L’attuale contesto di mercato mostra caratteristiche simili, suggerendo che non si tratti di un movimento di breve periodo ma di un trend più consolidato. Questo precedente storico rafforza la nostra convinzione su una prosecuzione della discesa.
Per i trader di derivati, questo scenario rende interessante l’acquisto di opzioni put su EUR/GBP. In questo modo è possibile beneficiare di un’ulteriore discesa sotto i livelli attuali, definendo chiaramente il rischio massimo nel premio pagato. I livelli chiave al ribasso da monitorare sono la soglia psicologica di 0,8500 e poi il minimo del 2023 in area 0,8490.
L’attuale fase di consolidamento sui minimi di un anno potrebbe indicare che la volatilità implicita è relativamente contenuta. Questo offre un’opportunità per entrare in posizioni ribassiste prima del prossimo catalizzatore di mercato, come la riunione di politica monetaria della BCE a fine luglio. Riteniamo prudente posizionarsi per una rottura al ribasso nelle prossime settimane.
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