L’euro è sceso contro la sterlina mercoledì dopo che l’inflazione dell’Eurozona è risultata inferiore alle attese, ridimensionando le valutazioni di mercato su un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Banca centrale europea (BCE) entro l’anno. L’EUR/GBP scambiava in area 0,8598, sui minimi da luglio 2025, con l’attenzione rivolta agli interventi previsti più tardi al Forum BCE di Sintra della presidente della BCE Christine Lagarde e del governatore della Bank of England (BoE) Andrew Bailey.
I dati Eurostat hanno mostrato che la stima preliminare dell’inflazione misurata dall’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) è rallentata al 2,8% su base annua a giugno dal 3,2% di maggio, sotto una previsione del 3,0%, mentre la lettura mensile è scesa dello 0,1% dopo un precedente +0,1%. L’HICP core è sceso al 2,4% su base annua dal 2,6% ed è aumentato dello 0,2% su base mensile dopo +0,3%. Nel Regno Unito, i mercati hanno monitorato l’incertezza politica dopo le dimissioni del primo ministro Keir Starmer il mese scorso, e Bailey ha affermato che l’inflazione britannica potrebbe comunque salire al 3,2% più avanti quest’anno, aggiungendo che condizioni finanziarie più restrittive danno alla BoE tempo per valutare il Bank Rate.
Divergenza di politica monetaria e implicazioni per EUR/GBP
Riteniamo che i dati più deboli sull’inflazione dell’Eurozona confermino una crescente divergenza di politica monetaria tra la BCE e la Bank of England. Il calo dell’inflazione headline al 2,8%, una discesa marcata rispetto ai picchi oltre il 5% dello scorso anno, rafforza l’ipotesi che la BCE possa mettere in pausa il ciclo di rialzi. Ciò dovrebbe mantenere una pressione ribassista sul tasso di cambio EUR/GBP nelle prossime settimane.
Alla luce di questo scenario, stiamo valutando l’acquisto di opzioni put su EUR/GBP per capitalizzare su ulteriori ribassi sotto il livello di 0,8600. I prossimi discorsi di Lagarde e Bailey saranno cruciali e potrebbero aumentare la volatilità di breve periodo. Per questo stiamo strutturando operazioni con scadenze oltre questi eventi, orientandoci verso fine luglio o agosto.
Differenziali d’inflazione e strategia di trading
Il contrasto è netto se si confronta l’inflazione core, scesa al 2,4% nell’Eurozona, mentre il core CPI del Regno Unito resta elevato sopra il 4,5%, secondo gli ultimi dati ONS del mese scorso. Questo differenziale d’inflazione avvalora un euro strutturalmente più debole rispetto alla sterlina. Di conseguenza, stiamo osservando la volatilità implicita a un mese sulle opzioni EUR/GBP risalire verso l’8%, riflettendo l’incertezza del mercato attorno agli interventi dei banchieri centrali.
Ci stiamo inoltre posizionando per la possibilità di vendere su eventuali rimbalzi qualora la presidente della BCE Lagarde adottasse un tono più hawkish di quanto il mercato si aspetti. Sebbene la situazione politica nel Regno Unito dopo le dimissioni di Starmer generi una certa incertezza sulla sterlina, l’attenzione immediata resta sul problema d’inflazione più persistente che la Bank of England si trova ad affrontare. Storicamente, l’inflazione nel Regno Unito si è dimostrata più resistente, suggerendo che il lavoro della BoE è tutt’altro che concluso.
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