L’euro è salito lievemente contro la sterlina venerdì, riportando l’EUR/GBP verso 0,8500 dopo aver toccato un minimo a 13 mesi a 0,8455. Ciononostante, il cross è ancora avviato verso il quarto calo settimanale consecutivo, in flessione di circa il 2,20% da metà giugno. Il sostegno alla valuta unica è stato collegato a un miglioramento del sentiment di rischio e alle attese di una politica più restrittiva della Banca centrale europea, dopo che un sondaggio Reuters ha mostrato il 70% degli intervistati orientato verso un rialzo dei tassi di un quarto di punto a settembre, dopo una pausa a luglio.
L’attenzione si sposta ora sul dato finale di giugno dell’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) dell’Eurozona, che dovrebbe confermare un rallentamento dell’inflazione al 2,8% dal 3,2% del mese precedente, anche se i dati precedono la chiusura dello Stretto di Hormuz e il successivo rialzo dei prezzi del greggio. La sterlina si è rafforzata nelle ultime settimane nonostante l’impasse politica nel Regno Unito, con i mercati concentrati sulla prospettiva che il prossimo governo rispetti le regole fiscali della cancelliera Reeves; anche le speculazioni secondo cui la Bank of England potrebbe aumentare i tassi entro fine anno hanno sostenuto la divisa britannica.
Strategie per capitalizzare sul rimbalzo di EUR/GBP
Suggeriamo ai trader su derivati di sfruttare il rimbalzo temporaneo dell’EUR/GBP verso 0,8500 acquistando opzioni call a breve scadenza. Poiché la coppia è crollata del 2,20% da metà giugno fino a segnare minimi a 13 mesi, l’attuale rally di sollievo offre una finestra ideale per catturare la volatilità al rialzo. Storicamente, quando l’EUR/GBP scende su questi livelli, la volatilità implicita di breve tende a ritornare verso la media (mean-reversion) risalendo da livelli depressi intorno al 5,5% verso la media di lungo periodo del 7%.
Con il 70% degli economisti interpellati che si attende un rialzo BCE a settembre, è fortemente consigliato incorporare questo cambio di tono “hawkish” attraverso gli swap sui tassi d’interesse. La recente chiusura dello Stretto di Hormuz ha già spinto al rialzo i prezzi del Brent, e ci attendiamo che ciò possa invertire la tendenza discendente dell’inflazione dell’Eurozona dall’attuale 2,8%. Durante precedenti shock energetici, come quello del 2022 quando il greggio impennò, i prezzi all’import dell’Eurozona sono aumentati di oltre il 20%, un dinamica che potrebbe costringere la BCE ad agire in modo aggressivo.
Copertura contro un eccesso di forza della sterlina
Sul lato opposto dell’operazione, riteniamo che la recente forza della sterlina sia eccessiva e meriti una copertura. Sebbene la fiducia nelle regole fiscali della cancelliera Reeves abbia mantenuto il sostegno alla valuta, le attese sui tassi BoE risultano già ampiamente prezzate dal mercato. I trader dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni put su GBP fuori dal denaro (out-of-the-money) per proteggersi da una correzione improvvisa qualora i dati macro del Regno Unito deludessero nelle prossime settimane.
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