Gli investimenti esteri nelle azioni giapponesi sono scivolati ulteriormente in territorio negativo nella settimana fino al 3 luglio, con flussi netti a ¥-22,2 mld rispetto a ¥-1 mld nel periodo precedente. Il movimento indica un deflusso netto più marcato dalle azioni quotate in Giappone nell’ultima finestra di rilevazione.
L’ultimo dato segnala un peggioramento settimana su settimana della domanda estera di azioni giapponesi, sulla base dei flussi riportati. Con gli acquisti netti che restano sotto lo zero, i dati indicano pressioni di vendita continuative — e non in inversione — da parte degli investitori esteri nel periodo.
Segnali ribassisti e strategie difensive tattiche
Il forte aumento dei deflussi esteri dalle azioni giapponesi, da ¥1 miliardo a ¥22,2 miliardi, è un significativo segnale ribassista. Lo interpretiamo come un campanello d’allarme iniziale che il recente sentiment rialzista potrebbe essere in fase di inversione. La risposta immediata dovrebbe essere rivalutare eventuali posizioni long e considerare coperture contro un possibile ribasso del mercato.
Alla luce di questi dati, riteniamo che i trader su derivati dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni put sull’indice Nikkei 225. Ciò offre protezione al ribasso e la possibilità di profitto se la tendenza alle vendite dovesse accelerare nelle prossime settimane. La vendita di futures sul Nikkei è inoltre una strategia praticabile per chi ha una convinzione ribassista più marcata.
Contesto di mercato e precedenti storici
Questo arretramento degli investitori avviene mentre il Nikkei 225 ha corretto del 2,5% dal recente massimo di 41.500, indicando che il mercato è già fragile. Commenti recenti di esponenti della Bank of Japan, che lasciano intendere una normalizzazione della politica monetaria prima del previsto, stanno probabilmente alimentando questo esodo. Occorre monitorare il prossimo rilascio dei dati per capire se si tratti di un nuovo trend o di un episodio isolato.
Stiamo inoltre monitorando il cambio USD/JPY, che fatica a mantenersi sopra quota 150. In teoria, la vendita di azioni giapponesi da parte degli investitori esteri e la conversione degli yen in dollari dovrebbe indebolire lo yen, ma l’incapacità della valuta di reagire con decisione suggerisce che potrebbe essere in gioco una più ampia avversione al rischio. Questo disallineamento tra azioni e valuta è un fattore chiave da osservare.
Questo schema di accelerazione dei deflussi esteri ricorda il secondo trimestre del 2024, che precedette una correzione del 7% dell’indice TOPIX. Tale precedente storico suggerisce che l’attuale segnale vada preso sul serio. Dovremmo quindi adeguare le strategie per riflettere una probabilità più elevata di aumento della volatilità e di pressione ribassista sulle azioni giapponesi.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.