Le vendite al dettaglio di Singapore sono tornate in territorio di contrazione a maggio, con la variazione mese su mese scesa a -2,3% dallo 0,3% precedente. Il dato rappresenta una brusca inversione della dinamica di breve periodo della spesa dei consumatori.
L’ultima rilevazione indica che i volumi di vendita sono diminuiti nel corso del mese, rafforzando un’impostazione più debole delle condizioni della domanda interna. Nella lettura precedente le vendite al dettaglio erano aumentate marginalmente dello 0,3%, ma il -2,3% di maggio segnala un arretramento diffuso nel periodo.
Debolezza della domanda interna e implicazioni per la crescita
Il calo marcato delle vendite al dettaglio di Singapore a -2,3% a maggio indica un netto rallentamento della domanda dei consumatori. Si tratta di un segnale rilevante di fragilità dell’economia domestica. Consideriamo questo dato un campanello d’allarme in vista delle prossime statistiche sulla crescita del secondo trimestre.
Alla luce di questi numeri, riteniamo il dollaro di Singapore esposto a pressioni, in particolare contro il dollaro USA. Poiché la Federal Reserve continua a segnalare una politica dei tassi “più alti più a lungo”, il differenziale dovrebbe verosimilmente esercitare una spinta al rialzo sul cambio USD/SGD. Ci stiamo quindi posizionando per un potenziale movimento verso area 1,3750 nelle prossime settimane.
I ribassisti si posizionano per un rischio di discesa su valuta e azioni
Questa debolezza dei consumi è anche un segnale negativo per lo Straits Times Index (STI), soprattutto per le società maggiormente dipendenti dalla domanda interna. Ci aspettiamo un aumento della volatilità e valutiamo l’acquisto di opzioni put sullo STI come strategia per trarre beneficio da, o coprirsi contro, un possibile ribasso. Un calo della fiducia dei consumatori tende spesso a riflettersi direttamente sulla performance del mercato azionario.
Gli ultimi dati sull’inflazione avvalorano questa lettura: il CPI core di Singapore si è recentemente ridotto al 2,8%, a conferma di un raffreddamento della domanda. L’attenzione è ora rivolta alle stime preliminari del PIL del secondo trimestre attese a metà luglio. Un dato deludente sul PIL confermerebbe la nostra impostazione prudente e potrebbe innescare la successiva gamba ribassista.
Storicamente, brusche inversioni delle vendite al dettaglio hanno spesso preceduto correzioni economiche più ampie. Un pattern analogo, sebbene più marcato, si è osservato a inizio 2020, quando il crollo del retail ha rappresentato un indicatore anticipatore di un significativo ribasso dei mercati. Questo precedente rafforza la nostra scelta di adottare un approccio più difensivo e orientato al ribasso nelle strategie di trading.
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