Le rinnovate ostilità tra Stati Uniti e Iran hanno spinto al rialzo i rischi d’inflazione nell’Eurozona, insieme a una rinnovata sensibilità ai mercati energetici del Medio Oriente. La stima flash di giugno, più debole delle attese, e il raffreddamento dell’inflazione dei servizi danno alla BCE più margine a luglio, sebbene il precedente calo dei prezzi dell’energia che ha contribuito al dato di giugno si sia nel frattempo invertito. Questo dietrofront segnala letture d’inflazione più solide in arrivo, con il bilanciamento dei rischi che torna a pendere verso l’alto.
Gli scenari di rischio dipendono da offerta energetica e logistica. Interruzioni delle rotte marittime attraverso lo Stretto di Hormuz o ulteriori danni alle infrastrutture energetiche regionali potrebbero aumentare le pressioni rialziste, mentre i vincoli sulla capacità di raffinazione si sono irrigiditi dopo gli attacchi ucraini a impianti russi. Anche così, lo scenario severo richiederebbe comunque un aumento significativo dei prezzi dell’energia. Le misure di inflazione sottostante non si sono spostate in un intervallo materialmente più elevato, ma la coda bassa della distribuzione sta risalendo, inclusa la componente persistente e comune dell’inflazione, pensata per catturare la dinamica che resta una volta che shock temporanei e idiosincratici si riassorbono.
Operazioni su inflazione e outlook di politica monetaria
Le frizioni geopolitiche in Medio Oriente e i continui attacchi con droni contro raffinerie nell’Europa orientale hanno di fatto invertito il recente calo dei prezzi dell’energia. Riteniamo che gli operatori sui derivati dovrebbero prepararsi subito a un rialzo delle aspettative d’inflazione dell’Eurozona nelle prossime settimane. Andare long su inflation-linked swap dell’Eurozona a breve scadenza è un modo efficace per sfruttare questa inefficienza di prezzo prima che il mercato reagisca pienamente.
Sebbene un dato d’inflazione dell’Eurozona più morbido, al 2,5%, abbia recentemente dato alla Banca centrale europea un po’ di respiro, la pressione rialzista di fondo sui prezzi core è in aumento. Consigliamo un approccio difensivo sui future Euribor, poiché le quotazioni correnti scontano più tagli dei tassi quest’anno di quanti la BCE possa realisticamente realizzare in caso di impennata dell’energia. L’acquisto di opzioni put out-of-the-money sui contratti Euribor di fine 2026 offre una copertura a costo contenuto contro una sorpresa hawkish da parte dei policymaker.
Mercati energetici e posizionamento tattico
Sul fronte energetico, il Brent è risalito verso la fascia medio-80 dollari e le minacce alle rotte nello Stretto di Hormuz potrebbero facilmente spingerlo oltre i 95 dollari. Suggeriamo ai trader di sfruttare questa volatilità acquistando opzioni call sul Brent con scadenza agosto e settembre. Inoltre, le posizioni long sui diesel crack spread sono particolarmente interessanti in questo momento, alla luce dei vincoli sulla capacità di raffinazione a livello globale.
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