Le riserve ufficiali d’oro della Cina restano nettamente inferiori a quelle degli Stati Uniti, ma le stime basate su acquisti non dichiarati indicano che il divario potrebbe essere più contenuto di quanto suggeriscano i dati di facciata. Gli Stati Uniti riportano poco più di 8.133 tonnellate, mentre la Cina ne dichiara 2.346, sebbene la People’s Bank of China abbia comunicato nel 2024 solo un aumento di 41 tonnellate, a fronte di un’analisi separata che quantifica acquisti “occulti” per 570 tonnellate. A maggio, le stime indicavano oltre 48 tonnellate acquistate tramite il mercato OTC di Londra, mentre l’incremento ufficiale delle riserve è stato di 10 tonnellate; altre valutazioni collocano l’oro monetario della Cina oltre le 5.000 tonnellate a fine 2024, e un’altra stima a 5.200 tonnellate, pari a circa il 13% dell’offerta above-ground.
Ai ritmi attuali di accumulo, alcune proiezioni sostengono che la Cina potrebbe superare gli Stati Uniti in meno di cinque anni, con acquisti aggiuntivi per circa 2.500–3.000 tonnellate considerati realizzabili in un orizzonte di due-cinque anni a seconda dell’approccio. Le riserve auree degli Stati Uniti vengono descritte come pari a circa il 5% della M2, e raggiungere lo stesso rapporto per la Cina è associato a un fabbisogno di circa 18.000 tonnellate. Separatamente, Hong Kong ha avviato operazioni pilota di un sistema di clearing e regolamento dell’oro pensato per rispecchiare l’infrastruttura LBMA, insieme ai piani per un nuovo ticker dei prezzi HAU.
Implicazioni degli acquisti “occulti” di oro da parte della Cina per i trader di derivati
Riteniamo che i trader di derivati debbano riposizionare con decisione i portafogli nelle prossime settimane per capitalizzare sull’enorme accumulo “occulto” di oro da parte della Cina. Sebbene i registri ufficiali mostrino aggiornamenti contenuti, gli acquisti sotto traccia suggeriscono che la banca centrale cinese detenga in realtà oltre 5.000 tonnellate di oro, più del doppio rispetto ai dati pubblici. Questa domanda nascosta crea un “pavimento” molto resistente per i prezzi globali dell’oro che i modelli standard stanno completamente trascurando.
A fine luglio 2026, l’oro continua a mostrare una forza notevole, scambiando stabilmente sopra i 2.400 dollari l’oncia, mentre la domanda globale resta solida. I recenti dati di trading indicano che i mercati OTC asiatici stanno registrando volumi da record, con i premi dello Shanghai Gold Exchange che superano con continuità i benchmark di Londra. Per sfruttare questa tendenza, raccomandiamo di concentrarsi su opzioni call a lunga scadenza per intercettare il momentum strutturale rialzista, evitando al contempo il “rumore” di breve periodo.
Posizionamento strategico mentre gli hub dell’oro e la formazione dei prezzi si spostano a Est
Inoltre, l’espansione di nuove infrastrutture di clearing e regolamento dell’oro a Hong Kong sta spostando rapidamente il potere di formazione dei prezzi dai centri occidentali verso l’Est. Questo sviluppo implica che dobbiamo guardare oltre le borse tradizionali come il COMEX e diversificare l’esposizione in derivati su hub asiatici ad alta liquidità. Sfruttare, tramite strategie di arbitraggio, l’ampliamento degli spread tra i prezzi dell’oro in Occidente e in Oriente potrebbe verosimilmente generare rendimenti significativi ad agosto.
Per i trader di futures, consigliamo di impostare bull call spread e accordi swap long per prepararsi a una “stretta” dell’offerta pluriennale. Poiché la Cina mira silenziosamente ad avvicinarsi alle riserve Usa, il mercato fisico dell’oro è destinato ad affrontare deficit persistenti che spingeranno al rialzo i prezzi dei futures. Posizionarsi ora ci metterà dalla parte giusta di questo enorme, storico spostamento del potere finanziario globale.
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