Le riserve valutarie dell’India sono salite a 672,59 miliardi di dollari nella settimana conclusa il 15 giugno, rispetto ai 671,63 miliardi della settimana precedente, secondo gli ultimi dati disponibili. L’aumento segnala un moderato miglioramento del complessivo cuscinetto esterno della banca centrale nel periodo considerato.
L’incremento su base settimanale è stato di 0,96 miliardi di dollari, portando le riserve totali all’ultimo livello comunicato. Le riserve in valuta estera includono in genere attività in valuta, riserve auree, Diritti Speciali di Prelievo e la posizione di riserva presso il Fondo Monetario Internazionale; lo stock complessivo è monitorato come indicatore della capacità dell’India di gestire shock esterni e fabbisogni di liquidità.
Implicazioni per la stabilità della rupia e per la politica della RBI
La recente crescita delle riserve valutarie dell’India a 672,59 miliardi di dollari invia un segnale chiaro di stabilità. Questo ampio “cuscinetto” conferisce alla banca centrale un notevole margine di intervento sul mercato dei cambi. Riteniamo che la Reserve Bank of India (RBI) sfrutterà questa forza per evitare, nel breve termine, un deprezzamento marcato della rupia.
Questa stabilità ci porta a ritenere probabile una riduzione della volatilità implicita sulle opzioni USD/INR. Con minori probabilità di ampie oscillazioni dei prezzi, la vendita di volatilità diventa una strategia interessante per le prossime settimane. Valutiamo posizioni come short straddle o strangle per incassare premio, dato che ci si attende che il cross resti in un range definito.
Scenario macroeconomico e outlook di trading
La nostra fiducia è ulteriormente supportata da fondamentali macro sostanzialmente stabili. I dati recenti mostrano afflussi positivi di Foreign Portfolio Investment (FPI), arrivati a quasi 2,5 miliardi di dollari finora a giugno 2026, a indicare una perdurante fiducia degli investitori esteri. Con l’inflazione indiana stabile attorno al 4,5%, ben all’interno della “comfort zone” della RBI, non emerge una pressione immediata per cambi di rotta di politica monetaria potenzialmente dirompenti.
Guardando al passato, la RBI ha utilizzato con continuità le riserve per gestire la volatilità, in particolare durante il ciclo globale di rialzi dei tassi del 2022-2023, quando ha difeso con successo la rupia da una discesa disordinata. Non vediamo ragioni per un cambio dell’attuale “playbook”. Questo storico rafforza la nostra convinzione che la banca centrale interverrà per smussare eventuali movimenti bruschi.
Di conseguenza, riteniamo che il cambio USD/INR resterà ben contenuto. Prevediamo una resistenza significativa in area 84,20, livello sul quale la RBI potrebbe verosimilmente tornare attiva, mentre una solida domanda corporate di dollari dovrebbe offrire un pavimento intorno a 83,10. I trader sui derivati dovrebbero considerare la costruzione di posizioni che beneficino della permanenza del cambio all’interno di questo canale relativamente prevedibile.
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