Le riserve valutarie dell’India sono salite a 682,35 miliardi di dollari al 20 luglio, dai 676,24 miliardi del precedente periodo di riferimento. L’aumento porta lo stock di riserve su un livello più elevato nell’intervallo considerato e colloca l’ultima rilevazione al di sopra del totale precedente.
In termini di dollari, la posizione di riserva si è ampliata di 6,11 miliardi tra le due date. I dati riflettono un incremento settimana su settimana delle disponibilità della banca centrale, come riportato per il periodo concluso il 20 luglio.
Accumulo record di riserve offre uno scudo alla rupia
Stiamo assistendo a un cuscinetto senza precedenti per la rupia indiana, con le riserve in valuta estera della Reserve Bank of India aumentate di oltre 6 miliardi di dollari fino al massimo storico di 682,35 miliardi. Questo ingente accumulo di riserve in dollari conferisce alla banca centrale una capacità d’intervento senza paragoni per agire in modo deciso e difendere la valuta da eventuali shock dei mercati globali. Per i trader di derivati, questo “tesoretto” implica che qualsiasi improvviso balzo di USD/INR ha un’elevata probabilità di essere fronteggiato da tempestive vendite della banca centrale, di fatto limitando il potenziale rialzo del dollaro.
Implicazioni per la volatilità di USD/INR e la strategia di trading
Alla luce di una presenza così incisiva della banca centrale, ci aspettiamo che la volatilità implicita di USD/INR resti compressa vicino ai minimi storici. I trader dovrebbero evitare l’acquisto di opzioni “direzionali” e concentrarsi invece su strategie in range, come short straddle o iron condor, per sfruttare il decadimento del premio. Storicamente, durante fasi di rapida crescita delle riserve, la volatilità implicita a un mese su USD/INR si è spesso mantenuta sotto la soglia del 3%, premiando chi vende opzioni più che chi le acquista.
Suggeriamo di vendere i rialzi temporanei dei futures USD/INR in prossimità di livelli tecnici chiave di resistenza, poiché l’attuale livello di riserve della RBI è più che sufficiente a coprire oltre 11 mesi di importazioni. Con i fondamentali macroeconomici domestici che restano solidi e gli afflussi esteri che continuano a sostenere i mercati obbligazionari locali, la rupia risulta ben protetta. Curare attentamente la dimensione delle posizioni, ma puntare a restare corti di volatilità nelle prossime settimane, mentre la banca centrale mantiene il cambio sotto un controllo molto stretto.
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