La National Bank of Canada ha affermato che la brusca contrazione delle importazioni cinesi di petrolio greggio tra marzo e giugno ha contribuito a contenere i rialzi dei prezzi nonostante uno shock dell’offerta in Medio Oriente. Le importazioni sono diminuite di 5 milioni di barili al giorno, pari al 41,4%, e, insieme al rilascio delle riserve strategiche, questa riduzione è stata descritta come in grado di compensare il deficit globale e limitare le carenze altrove.
A luglio, le importazioni di prodotti petroliferi sono rimbalzate di 1,2 milioni di barili al giorno, ovvero del 22,1%, un aumento definito insolitamente ampio in termini percentuali. La banca ha precisato che la tenuta di questa ripresa resta incerta, poiché la Cina potrebbe continuare ad attingere alle riserve e mantenere livelli di importazione più bassi per mesi. Ha aggiunto che le future traiettorie della domanda cinese dovrebbero risultare influenti per i prezzi energetici globali quanto gli sviluppi in Medio Oriente, in particolare se lo Stretto dovesse rimanere chiuso per un periodo prolungato.
Impatto della domanda cinese sui prezzi globali del petrolio
Dobbiamo monitorare attentamente le oscillazioni delle importazioni cinesi di greggio, poiché in questa fase stanno determinando la direzione dei prezzi del petrolio globale tanto quanto la geopolitica mediorientale. Storicamente, un crollo di oltre il 40% delle importazioni cinesi nella prima parte dell’anno ha contribuito a mettere un tetto ai prezzi globali del petrolio nonostante gravi minacce all’offerta. Tuttavia, i dati più recenti di luglio 2026 mostrano un deciso rimbalzo del 22,1% delle importazioni, che sta già esercitando pressione al rialzo sul Brent, in area 80 dollari al barile.
Strategie di trading in un contesto di volatilità di mercato
Raccomandiamo ai trader su derivati di posizionarsi per un aumento della volatilità utilizzando opzioni call long su Brent e WTI. Se le rotte di navigazione in Medio Oriente dovessero subire interruzioni prolungate mentre la domanda cinese prosegue questa ripresa improvvisa, potremmo assistere a una rapida rottura al rialzo dei prezzi. I precedenti storici mostrano che quando l’aumento della domanda cinese si combina con vincoli geopolitici dell’offerta, i prezzi globali del petrolio possono facilmente balzare del 15% nel giro di poche settimane.
Per gestire questo scenario, suggeriamo di operare con bull call spread di breve periodo per sfruttare l’upside immediato limitando al contempo il costo del premio. Dovremmo inoltre monitorare nelle prossime settimane i tassi di utilizzo delle raffinerie domestiche cinesi e i prelievi dalle scorte strategiche. Se la Cina continuerà a ricostituire le proprie scorte, invece di fare affidamento sulle riserve, gli attuali livelli di resistenza del petrolio si trasformeranno rapidamente in nuovi livelli di supporto.
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