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Le oscillazioni del dollaro mantengono AUD/USD, oro e USD/CAD sotto i riflettori in vista di CPI, PCE e dei conti di Nvidia

by VT Markets
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Aug 25, 2026

Una precedente mossa del Tesoro USA per acquistare più Treasury a lunga scadenza è stata seguita da un esame della performance del dollaro su più mercati, tra cui NVIDIA, l’oro e XAU/USD, oltre a USD/CAD, CAD/CHF, AUD/NZD e AUD/USD. L’approccio descritto si basa sull’acquisto sui ribassi delle coppie in USD come AUD/USD in prossimità di una linea di trend inferiore, monitorando al contempo se tale struttura stia cambiando con l’indebolirsi della fiducia nel biglietto verde. Tra i segnali tecnici citati figurano l’oscillatore stocastico per individuare inversioni e la conferma tramite ADX; una rapida svolta al ribasso della linea rossa DI- viene considerata un segnale che un ritracciamento di breve ha esaurito lo slancio.

L’attenzione si sposta sul rischio dati, con l’inflazione CPI australiana attesa domani e, negli Stati Uniti, PCE e PIL in calendario, il che implica maggiore volatilità per AUD/USD e i cross correlati. Se il CPI annuo dovesse uscire sotto il 3,3%, viene interpretato come un segnale che la RBA potrebbe non dover alzare i tassi quest’anno, con pressione sull’AUD. AUD/NZD viene descritto in range sul grafico a 4 ore, mentre la view giornaliera indica un AUD più debole. I cross sul CHF si sono mossi la scorsa settimana dopo che la SNB non ha escluso tassi negativi, per poi invertire in seguito all’episodio sui Treasury; le coppie sul CAD hanno mostrato un gap nel weekend legato alle richieste commerciali degli USA, lasciando USD/CAD sensibile agli sviluppi commerciali USA-Canada. L’oro ha ritracciato, mentre NVIDIA pubblica i risultati domani dopo che il titolo è in calo da oltre una settimana.

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Volatilità del dollaro USA, trigger tecnici e pubblicazione di dati macro

Stiamo navigando una fase di elevata volatilità per il dollaro USA, mentre la fiducia globale nella valuta vacilla. Dopo i recenti interventi sul mercato dei Treasury, dobbiamo prepararci a una pressione persistente sulle coppie in USD nelle prossime settimane. I trader su derivati dovrebbero puntare a comprare sui ribassi AUD/USD, soprattutto mentre testa importanti linee di supporto.

Per temporizzare questi ingressi, monitoriamo l’oscillatore stocastico e l’Average Directional Index (ADX) per cogliere rapide inversioni di trend. La pubblicazione di domani del CPI australiano è un trigger cruciale, con il consenso intorno al 3,2%. Se l’inflazione scende sotto il 3,3%, ci aspettiamo che la Reserve Bank of Australia mantenga i tassi invariati, il che probabilmente spingerà temporaneamente al ribasso l’AUD contro un trend rialzista di lungo periodo.

Questa settimana arrivano anche dati chiave dagli Stati Uniti, tra cui la seconda stima del PIL del secondo trimestre e l’indice Core PCE. Gli economisti si attendono una crescita del PIL USA stabile intorno al 2,8%, mentre l’inflazione PCE è vista ancora “appiccicosa” vicino al 2,6%. I trader dovrebbero prepararsi a movimenti bruschi di breve su AUD/USD e USD/CAD in concomitanza con queste pubblicazioni.

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Cross, commodity e volatilità guidata dagli utili

Nel frattempo, stiamo sfruttando mercati in range facendo trading su AUD/NZD sul grafico a 4 ore. Tuttavia, dobbiamo restare cauti perché il grafico giornaliero mostra segnali di debolezza di fondo dell’AUD. Per le coppie sul franco svizzero, consigliamo di osservare possibili inversioni dopo che i segnali della Banca nazionale svizzera su un possibile ritorno a tassi negativi hanno scosso il mercato la scorsa settimana.

Sul fronte USD/CAD, il recente gap del weekend mostra che geopolitica e negoziati commerciali stanno attualmente prevalendo sugli indicatori tecnici. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Canada hanno frenato la ripresa del “Loonie”, rendendo per ora questo un mercato guidato dai fondamentali. È opportuno attendere progressi concreti in questi colloqui prima di avviare posizioni short consistenti su USD/CAD.

L’oro resta estremamente resiliente, scambiando vicino ai massimi storici sopra 2.510 dollari l’oncia nonostante i recenti piccoli ritracciamenti. Consideriamo questa discesa come una sana presa di profitto più che un’inversione di trend. Se questa settimana il PCE USA dovesse risultare più debole delle attese, ci aspettiamo una robusta continuazione rialzista verso nuovi record.

Infine, occorre seguire da vicino la trimestrale di NVIDIA di domani, 26 agosto, destinata a dettare la direzione dei derivati tech. Il mercato delle opzioni sta prezzando un movimento molto ampio del 9,3% sul titolo NVIDIA, sceso di oltre il 6% negli ultimi dieci giorni. Possiamo sfruttare questa volatilità attesa impostando strategie come straddle o iron condor per catturare premio dal calo della volatilità implicita dopo gli utili (“IV crush”).

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