I dati del Job Openings and Labour Turnover Survey (JOLTS) statunitense hanno mostrato 7,271 milioni di posti di lavoro vacanti a luglio, al di sotto delle attese di mercato pari a 7,3 milioni. La pubblicazione indica un quadro delle vacancy più debole nel mese, con le aperture risultate inferiori al consenso.
Il confronto principale colloca la lettura di luglio marginalmente sotto il livello atteso, poiché il dato effettivo di 7,271 milioni non ha raggiunto i 7,3 milioni. I numeri offrono un’istantanea delle condizioni della domanda di lavoro rilevate dal JOLTS, che monitora le posizioni aperte nell’economia USA.
Rallentamento del mercato del lavoro e implicazioni di policy
Rileviamo che l’ultimo rapporto JOLTS di luglio si attesta a 7,271 milioni di posti vacanti, mancando la stima di 7,3 milioni. Questo raffreddamento del mercato del lavoro segnala un evidente indebolimento dello slancio economico statunitense con l’avanzare di settembre. Riteniamo che questa sorpresa negativa eserciterà pressione al ribasso sui rendimenti dei Treasury, mentre il mercato obbligazionario sconta un allentamento monetario più deciso.
Per i trader di derivati sul reddito fisso, raccomandiamo un posizionamento in ottica Fed più “dovish” attraverso i future sui Treasury a breve scadenza. In particolare, l’acquisto di opzioni call sui future dei Treasury Note a 2 e 10 anni appare molto interessante in questa fase. Storicamente, quando la domanda di lavoro scende sotto soglie psicologiche chiave, i prezzi delle obbligazioni tendono a salire rapidamente, poiché gli operatori si coprono contro un rallentamento economico.
Strategie di trading in condizioni di mercato volatili
Sul fronte dei derivati azionari, ci aspettiamo un aumento della volatilità di mercato mentre gli operatori valutano il rallentamento economico a fronte della prospettiva di costi di finanziamento più bassi. Suggeriamo di utilizzare bull call spread sull’S&P 500 per catturare un potenziale rialzo limitando al contempo il rischio di ribasso. Questo approccio ci prepara a un possibile “relief rally” qualora la Fed lasci intendere un orientamento di supporto nei prossimi meeting di politica monetaria.
Ci aspettiamo inoltre un indebolimento del dollaro USA, rendendo le opzioni put ribassiste sul Dollar Index una tattica convincente per le prossime settimane. Parallelamente, consigliamo di monitorare future e opzioni sull’oro, che tipicamente beneficiano del calo dei rendimenti reali. Un posizionamento tramite opzioni call long sull’oro può consentire di cogliere una spinta rialzista, mentre i capitali si spostano verso gli asset rifugio.
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