Le importazioni indiane di argento sono crollate: non per un cambio della domanda, ma per misure di politica economica volte a difendere la rupia che hanno compresso gli afflussi di metallo. Nel maggio 2026 l’India ha importato 46,8 tonnellate contro 534,3 tonnellate un anno prima, con gli importatori che segnalano un giugno ancora più debole; il calo del 91% ha segnato il mese peggiore da luglio 2023. La stretta è seguita a un balzo del greggio durante la guerra con l’Iran, che in aprile ha spinto il petrolio verso 118 dollari al barile; le importazioni di petrolio sono aumentate del 53% in un mese, il deficit commerciale si è allargato del 37,3% a 28,38 miliardi di dollari e la rupia è scesa di circa il 7% fino a quasi 96 per dollaro. Nuova Delhi ha quindi innalzato il dazio all’importazione su oro e argento al 15% dal 6% il 13 maggio e ha introdotto un regime di licenze, limitando la maggior parte delle forme di argento a metà maggio e includendo grani e polveri in giugno.
I prezzi di mercato riflettono la scarsità: a inizio luglio i dealer quotavano premi di 6,50 dollari l’oncia rispetto ai prezzi ufficiali domestici, contro sconti fino a 5,50 dollari in maggio, oltre a un dazio del 15% e a un’imposta sulle vendite del 3%. I volumi ridotti di maggio, circa 487 tonnellate o 15,7 milioni di once, si confrontano con un deficit globale 2026 stimato in 46,3 milioni di once, il sesto disavanzo annuo consecutivo. Nel 2025-26 le importazioni di oro e argento hanno totalizzato 102,5 miliardi di dollari, in aumento del 26,7%, portando la loro quota della bolletta import a 14% dall’11,8%, mentre il solo argento è arrivato a 12 miliardi di dollari su 7.335 tonnellate. L’argento scambia vicino a 62,17 dollari l’oncia, in rialzo di quasi il 6% in due giorni, e l’oro intorno a 4.268 dollari, mentre il petrolio è sceso di circa il 10% nella settimana ai minimi di tre settimane e le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre sono scese al 55% dal 67%; i dati di Londra mostrano che a fine settembre 2025 il 17% dell’argento non era allocato in ETF contro quasi il 35% a fine 2024, con tale quota “libera” successivamente in recupero.
Indicatori chiave di mercato e prospettive di allentamento delle politiche
Nelle prossime settimane sarà fondamentale monitorare il cambio USD/INR e i prezzi del greggio come principali indicatori anticipatori. Con il Brent rientrato nell’area dei 70 dollari al barile da un picco di 118 dollari in aprile, la pressione sul deficit commerciale dell’India si sta attenuando rapidamente. Questo cambiamento rende altamente probabile che Nuova Delhi allenti il dazio d’importazione del 15% e le restrizioni legate alle licenze in vista della cruciale stagione festiva del Diwali in ottobre.
Strategia di trading e precedenti sulle importazioni di argento
Per i trader di derivati, l’assetto è un classico scenario “molla compressa” che giustifica la costruzione di posizioni long volatility. Sebbene il mercato globale appaia tranquillo per via dell’assenza temporanea dell’India, i premi domestici in India restano su un livello estremo di 6,50 dollari l’oncia. Suggeriamo di utilizzare opzioni call sull’argento o bull risk reversal per posizionarsi in vista di un ritorno improvviso e aggressivo delle importazioni che il mercato più ampio non ha ancora prezzato.
La storia offre indicazioni utili: ad esempio, nel luglio 2024 l’India ridusse i dazi all’importazione sui metalli preziosi al 6%, innescando un’immediata e massiccia impennata degli acquisti fisici. Con Metals Focus che prevede un deficit globale di argento pari a 46,3 milioni di once nel 2026, i caveau londinesi già impoveriti non possono assorbire facilmente un improvviso ritorno dei compratori indiani. Occorre agire ora per assicurarsi un’esposizione long prima che la politica doganale ufficiale cambi inevitabilmente rotta.
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