Le banche asiatiche hanno ampliato prodotti e infrastrutture legati all’oro, con nuove offerte che spaziano da piattaforme d’investimento frazionato e nuovi lanci di ETF fino all’aumento della capacità di custodia in caveau. DBS a Singapore ha abilitato il trading frazionato sull’oro tramite un’app retail, consentendo acquisti via token garantiti anche da appena 1 grammo d’oro. HSBC ha delineato piani per portare la capacità di stoccaggio dell’oro a Hong Kong a 200 tonnellate, mentre funzionari hanno segnalato un incremento della capacità complessiva di stoccaggio del territorio di circa 2.000 tonnellate nei prossimi tre anni.
Anche l’attività sugli ETF ha accelerato: nel primo semestre, gli ETF sull’oro domiciliati in Asia hanno registrato i maggiori afflussi della regione, accumulando oltre 74 tonnellate per un controvalore di 12 miliardi di dollari, un record per l’H1. È stato introdotto un nuovo sistema di clearing e regolamento dell’oro con base a Hong Kong, che potrebbe spostare ulteriore attività di trading verso l’Asia. L’Asia rappresenta circa il 60% della domanda globale di oro per consumo, mentre il debito globale ha raggiunto il record di 353.000 miliardi di dollari nel primo trimestre. In Occidente, lo scorso anno il CIO di Morgan Stanley ha proposto un’allocazione 60/20/20, riducendo i bond per aumentare l’oro come copertura contro l’inflazione.
Svolta strutturale nei mercati dell’oro favorisce l’Asia
Raccomandiamo ai trader su derivati di posizionarsi in modo aggressivo per un momentum rialzista sostenuto sull’oro, accumulando opzioni call a lunga scadenza e futures sull’oro nelle prossime settimane. Il massiccio spostamento strutturale delle infrastrutture dell’oro verso l’Asia, incluso il piano di Hong Kong di espandere la capacità dei caveau di 2.000 tonnellate, rappresenta una riallocazione permanente della ricchezza globale. I recenti dati di mercato mostrano che i prezzi dell’oro hanno consolidato con continuità su massimi storici sopra i 2.400 dollari l’oncia, segnalando che si tratta di un cambiamento strutturale di lungo periodo e non di un picco temporaneo.
Stiamo osservando un’affluenza di liquidità senza precedenti verso i mercati orientali, con gli ETF asiatici sull’oro che registrano afflussi netti per diversi trimestri consecutivi. Secondo i report del World Gold Council, gli ETF sull’oro quotati in Asia hanno guidato gli afflussi globali con oltre 74 tonnellate aggiunte, per un valore superiore a 12 miliardi di dollari. I trader su derivati dovrebbero sfruttare questo spostamento operando durante le ore di mercato asiatiche, quando la liquidità locale e la formazione dei prezzi risultano sempre più concentrate.
Opportunità per trader di derivati e di arbitraggio
Con il debito globale oltre i 350.000 miliardi di dollari, l’oro resta la copertura definitiva contro l’indebolimento delle valute fiat. Consigliamo di utilizzare bull call spread per limitare il rischio catturando al contempo il potenziale rialzo, mentre gli investitori retail e istituzionali occidentali inevitabilmente cercheranno di recuperare terreno. Le tendenze storiche mostrano che quando il capitale occidentale sposta anche solo una frazione del portafoglio sull’oro, la conseguente stretta sull’offerta fa aumentare in modo marcato i premi dei contratti derivati.
Il lancio di nuovi sistemi di clearing e regolamento con base a Hong Kong implica che ora si possano puntare opportunità di arbitraggio tra le borse occidentali e quelle orientali. I trader dovrebbero monitorare lo spread tra COMEX e Shanghai Gold Exchange, man mano che cresce il potere di determinazione dei prezzi in Asia. Cogliere queste inefficienze strutturali nelle prossime settimane potrebbe verosimilmente offrire i migliori rendimenti corretti per il rischio.
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