Le azioni europee avanzano leggermente mentre trimestrali e riacquisti di azioni compensano l’impennata dei rendimenti guidata dalla Fed e le tensioni geopolitiche

by VT Markets
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Jul 30, 2026

Le azioni europee hanno trattato in rialzo, con gli indici UE in progresso dello 0,2–1,3% grazie a risultati e revisioni al rialzo della guidance che hanno compensato la pressione dei rendimenti dopo che la Fed ha mantenuto per la quinta riunione consecutiva il corridoio obiettivo al 3,50–3,75% con un voto 9–3. I tassi sono stati rapidamente riprezzati: i rendimenti dei Treasury decennali sono saliti di circa 10 pb durante la conferenza stampa, il 30 anni ha toccato il 5,24% (massimo da 19 anni), e il Bund trentennale ha segnato un massimo a due mesi; il Bund decennale era al 3,17%, l’OAT francese decennale al 3,97%, il Gilt decennale al 5,03%, il JGB decennale al 2,78%, mentre il DXY era in rialzo dello 0,1%. Era attesa la decisione della BoE, con Bank Rate vista invariata al 3,75% e split 7–2, mentre la BoJ era attesa confermare il tasso obiettivo all’1,00%. I mercati hanno seguito anche la geopolitica, incluse le azioni USA contro decine di obiettivi IRGC, le notizie sull’invio in Iran di 400 lanciarazzi cinesi e gli attacchi russi su Kyiv con un missile che sarebbe atterrato su suolo NATO polacco.

Gli utili e il capex legato all’AI sono rimasti il driver principale: Meta è scesa di circa l’8% con FCF ai minimi da quattro anni, Microsoft è salita del 9% nell’after hours con ricavi Cloud oltre i 100 mld $, e Qualcomm ha perso circa il 5%. Samsung ha segnalato tensioni sull’offerta di memoria fino al 2028, con ricavi HBM4 destinati a più che triplicare il prossimo trimestre e il 60–70% della capacità bloccata da contratti pluriennali; Microsoft ha indicato 31 nuovi data center nel trimestre e circa 175 mld $ di CapEx 2026, insieme a una crescita di Azure vicina al 45% e RPO commerciali in aumento dell’84% a 678 mld $. In Europa, Shell ha riportato un utile adjusted Q2 di 9,8 mld $ e annunciato un buyback da 3 mld $; SocGen ha lanciato un buyback da 1,5 mld € e BBVA da 2,0 mld €, mentre BMW ha confermato 8 mila tagli di posti. I principali indici sono risultati misti ma complessivamente più solidi (FTSE +0,53% a 10.966,75; DAX +0,13% a 25.483,07; CAC 40 +0,91% a 8.484,76; future S&P 500 +0,30%), con Brent -0,4% e WTI -0,2%; BTC -0,5% ed ETH -0,3%. I dati macro hanno incluso il PIL dell’Eurozona Q2 a +0,4% t/t e +1,0% a/a, con disoccupazione Eurozona al 6,3%, mentre l’inflazione in Spagna è stata al 3,5% a/a (core 3,0% a/a) e il PIL tedesco Q2 è uscito a +0,2% t/t e +0,9% a/a.

Curva dei rendimenti, capex AI e strategie sulla volatilità

Con la Federal Reserve ferma sui tassi al 3,50–3,75% e tre dissensi “hawkish” a favore di ulteriori rialzi, i rendimenti obbligazionari stanno salendo verso massimi pluridecennali. Consigliamo di posizionarsi per una curva più ripida utilizzando opzioni sui future Treasury, soprattutto dopo che il 30 anni ha recentemente toccato un picco a 19 anni al 5,24%. I dati storici mostrano che quando il tratto lungo della curva si muove così rapidamente, la volatilità del reddito fisso aumenta, rendendo interessanti le put su ETF obbligazionari a lunga duration.

L’estrema disparità nei ritorni del capitale investito nell’AI richiede un approccio altamente selettivo nel mercato dei derivati azionari. Mentre i ricavi cloud di Microsoft sono balzati oltre i 100 miliardi di dollari, la spesa elevata di Meta ha trascinato verso il basso il free cash flow, facendo scendere il titolo dell’8% e dimostrando che non tutti i big tech stanno monetizzando allo stesso modo il boom dell’AI. Raccomandiamo l’acquisto di straddle a breve scadenza in vista delle prossime trimestrali tech per catturare questi ampi e imprevedibili movimenti della volatilità implicita.

Valute, geopolitica e tattiche di copertura energetica

In attesa della decisione sui tassi della Bank of England e dell’aggiornamento di policy della Bank of Japan, la volatilità valutaria è destinata ad aumentare sensibilmente nelle prossime settimane. Con la sterlina più debole a 1,3375 e USD/JPY elevato vicino a 163,50, vale la pena valutare long strangle su queste coppie per sfruttare sorprese improvvise delle banche centrali. Storicamente, split di voto inattesi, come le decisioni di policy “tirate” che stiamo osservando oggi, innescano rapidi movimenti di breakout nelle valute G10.

I rischi geopolitici stanno inoltre intensificandosi dopo che attacchi russi sono arrivati vicino al territorio polacco e gli USA hanno condotto nuovi strike in Medio Oriente. Sebbene il Brent resti temporaneamente “compresso”, un’improvvisa escalation in aree così sensibili potrebbe interrompere rapidamente l’offerta energetica globale. Suggeriamo di coprire portafogli azionari più ampi con call out-of-the-money sui future del greggio e su indici del settore aerospazio-difesa.

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