Le azioni europee avanzano leggermente mentre l’inflazione persistente nell’Eurozona scuote i bond e persiste la volatilità nel tech asiatico

by VT Markets
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Jul 31, 2026

Le azioni europee hanno aperto in rialzo, ma il sentiment è rimasto diviso tra un’ondata di trimestrali e un’inflazione che si dimostra difficile da domare. La stima preliminare dell’IPC dell’Eurozona è rimasta al 2,9% a/a, mentre la componente core è salita al 2,5% contro il 2,4% atteso, segnando il quinto mese consecutivo sopra il target. In Germania le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 6,0 mila unità e il tasso di disoccupazione si è attestato al 6,4%, mentre nel Regno Unito i prezzi delle case sono saliti dello 0,1% m/m e dell’1,8% a/a, con il Lloyds Business Barometer in crescita a 49 da 44. L’IPC italiano ha confermato il 2,8% a/a e la Francia ha sorpreso al 2,1% a/a contro l’1,8% atteso; la Spagna ha registrato un surplus delle partite correnti di 1,8 miliardi di euro. I Bund erano avviati al peggior luglio in oltre due decenni, mentre gli indici UE trattavano in rialzo dello 0,8–1,0% con il FTSE a 10.980,33 (+0,76%), il DAX a 25.847,63 (+1,07%) e il CAC a 8.562,14 (+0,90%).

In Asia, il KOSPI ha chiuso in rialzo del 18% dopo una settimana di forti oscillazioni legate alla liquidazione da 24 miliardi di dollari di un hedge fund, con Samsung a +24% e SK Hynix a +29% mentre il Nikkei guadagnava oltre il 4%. La Bank of Japan ha lasciato i tassi all’1,00% con un voto 8–1, e per ottobre il mercato prezza circa il 79% di probabilità di un rialzo da 25 pb; USD/JPY ha oscillato da vicino 163 a 158, quindi di nuovo verso 160,40 prima di un ulteriore movimento finale sotto 159, dopo che il Giappone ha confermato l’intervento sul FX e fonti hanno indicato una rara vendita di dollari da parte coreana. Amazon ha alzato il CapEx 2026 a circa 220 miliardi di dollari con un backlog da 496 miliardi in crescita a tripla cifra, mentre Apple ha indicato per il Q4 una crescita dei ricavi del 9–11% a fronte di pressioni sui costi delle memorie. I mercati si sono avviati nel weekend con il rischio legato all’Iran ancora in gioco; il Brent è sceso dello 0,5% e il WTI dello 0,9%, l’oro ha perso l’1,2%, il DXY ha aggiunto lo 0,1%, BTC ha ceduto l’1,2% ed ETH l’1,5%, mentre i future USA sono saliti dello 0,5–1,3% e il future sull’S&P 500 era a +0,52%.

Volatilità tecnologica e strategie di gestione del rischio

Dobbiamo prepararci a ulteriori oscillazioni nel settore tecnologico mentre si deposita la polvere dopo la maxi-liquidazione da 24 miliardi di dollari dell’hedge fund Situational Awareness. L’evento richiama il collasso di Archegos del 2021, quando i prime broker si affrettarono a scaricare oltre 20 miliardi di dollari di asset, generando ripercussioni di mercato durate diverse settimane. Dovremmo valutare l’acquisto di put protettive su nomi dei semiconduttori ad alto beta oppure l’utilizzo di iron condor per beneficiare dell’attuale elevata volatilità implicita.

Con la Bank of Japan e le autorità sudcoreane impegnate in interventi valutari coordinati, dobbiamo adeguare le strategie sulle opzioni FX. Storicamente, quando il Giappone nel 2024 ha speso il record di 62 miliardi di dollari per difendere lo yen, si sono verificati bruschi reversal di trend che hanno penalizzato pesantemente i momentum trader non coperti. Privilegiamo l’acquisto di opzioni put su USD/JPY o l’impiego di risk reversal, poiché i policymaker globali hanno tracciato una chiara “linea nella sabbia” in area 163.

Inflazione, turbolenza sul reddito fisso e coperture geopolitiche

L’inflazione “sticky” in Europa, con la core CPI sopra il target al 2,5% per cinque mesi consecutivi, implica che non ci si possa attendere tagli rapidi dei tassi da parte della Banca Centrale Europea. I Bund tedeschi hanno appena registrato la peggior performance di luglio in oltre vent’anni, segnalando che la volatilità sul reddito fisso è destinata a rimanere. Dovremmo utilizzare swaptions su tassi d’interesse per coprire i portafogli dal rischio che i rendimenti obbligazionari globali restino elevati fino all’autunno.

Pur con alcune tensioni regionali in attenuazione, la minaccia di improvvise escalation nel fine settimana richiede di mantenere in portafoglio coperture “tail-risk” a basso costo. I prezzi del petrolio restano altamente sensibili e il Brent potrebbe facilmente tornare a impennarsi verso area 90 dollari se i conflitti in Medio Oriente dovessero allargarsi. Raccomandiamo di mantenere opzioni call out-of-the-money su greggio e oro per proteggersi da questi shock geopolitici improvvisi.

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