L’indice mensile dei prezzi al consumo (CPI) dell’Argentina è salito al 2,1% a luglio, dal 1,9% del mese precedente. La variazione indica una modesta accelerazione dell’inflazione nel periodo.
Su base mensile, l’aumento è pari a 0,2 punti percentuali. Questi dati collocano la lettura di luglio sopra il livello di giugno, sebbene il movimento resti contenuto in termini assoluti.
Persistenza delle pressioni sui prezzi domestici e implicazioni per la politica valutaria
Occorre monitorare da vicino i mercati a termine del peso argentino (ARS), poiché il rialzo dell’inflazione di luglio al 2,1% segnala pressioni interne sui prezzi ancora “appiccicose”. Questo lieve incremento dall’1,9% di giugno suggerisce che la svalutazione mensile del 2% prevista dal crawling peg del governo sta ora procedendo leggermente al di sotto dell’inflazione. Ci attendiamo che tale divario possa innescare una maggiore domanda di Non-Deliverable Forwards (NDF), mentre i trader si preparano a un possibile aggiustamento del cambio.
Per inquadrare il dato, l’inflazione annua argentina è scesa drasticamente dal picco del 289,4% a inizio 2024 grazie a aggressive riforme fiscali. Tuttavia, i dati storici mostrano che, quando l’inflazione mensile supera il passo del “crawling” del cambio, la banca centrale finisce sotto forte pressione per modificare la propria impostazione di policy. Consigliamo di posizionarsi per una volatilità più elevata sulle opzioni denominate in peso, poiché strozzature analoghe in passato hanno portato a correzioni improvvise di mercato.
Strategie di trading e gestione del rischio
Raccomandiamo posizioni long su strumenti indicizzati all’inflazione a breve termine e l’acquisto di derivati legati al dollaro per coprirsi dal rischio di deprezzamento valutario. I trader dovrebbero inoltre seguire con attenzione i credit default swap (CDS), poiché eventuali pressioni sulle riserve della banca centrale potrebbero ampliare rapidamente gli spread sovrani. Restare attivi su questi contratti derivati liquidi nelle prossime settimane consentirà di sfruttare eventuali disallineamenti di prezzo mentre il mercato recepisce i nuovi dati sull’inflazione.
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