L’argento (XAG/USD) è salito per il secondo giorno consecutivo, scambiando intorno a 56,80 dollari nelle ore asiatiche e avvicinandosi a 57,00 dollari. Il rialzo arriva mentre gli scontri tra Stati Uniti e Iran hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio, riaccendendo le preoccupazioni sull’inflazione che possono pesare su un asset privo di rendimento come l’argento. Washington ha condotto una nona notte consecutiva di attacchi contro obiettivi iraniani, dopo i quali Teheran ha affermato che il cessate il fuoco era di fatto abbandonato, aumentando il rischio di interruzioni lungo vie d’acqua regionali cruciali. Il conflitto si è esteso a Bahrein, Giordania, Kuwait e Iraq, con segnalazioni di sirene antiaeree in Bahrein; le forze armate statunitensi hanno inoltre riferito che un terzo militare è morto nel giro di due giorni. Kuwait Petroleum Corp. ha dichiarato che un attacco iraniano ha colpito sabato uno dei suoi impianti petroliferi, mentre sono stati presi di mira anche ponti, servizi essenziali e infrastrutture portuali.
L’attenzione è rivolta anche alle aspettative sulla politica monetaria statunitense. Sebbene la Fed sia ampiamente attesa lasciare i tassi invariati alla prossima riunione, il CME FedWatch Tool indica una probabilità del 61,4% di un rialzo dei tassi a settembre. La presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, ha detto che l’inflazione resta persistente; il suo punteggio FXS Speechtracker è pari a 7,2/10 rispetto a una media storica di 6,6/10. L’FXS Fed Sentiment Index è salito di 2,06 punti a 128,64, sopra la soglia neutrale di 100.
Domanda di bene rifugio e volatilità di mercato
Stiamo vedendo l’argento avvicinarsi al livello di 57,00 dollari mentre l’escalation delle tensioni in Medio Oriente alimenta la domanda di beni rifugio. Tuttavia, il conflitto sta anche spingendo al rialzo i prezzi energetici globali, con il Brent che di recente è schizzato oltre i 92 dollari al barile. Gli operatori sui derivati dovrebbero prepararsi a un’intensa volatilità di breve periodo, poiché queste forze contrapposte — timori geopolitici e rialzo del petrolio — si scontrano.
Sebbene i rischi geopolitici in genere sostengano i metalli preziosi, dobbiamo monitorare l’aumento della probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Il CME FedWatch Tool mostra ora una probabilità del 61,4% di un rialzo a settembre, in aumento rispetto al 40% di un mese fa, mentre le pressioni inflazionistiche si dimostrano persistenti. Questa svolta più “hawkish” rende più costoso detenere argento privo di rendimento, il che significa che qualsiasi rally verso 58,00 dollari potrebbe incontrare rapidamente resistenza.
Strategie su opzioni e pair trading
Dato questo braccio di ferro, raccomandiamo di utilizzare strategie in opzioni per sfruttare l’elevata incertezza di mercato, piuttosto che puntare su un unico trend direzionale. L’implementazione di un long straddle su XAG/USD consente ai trader di beneficiare di ampie oscillazioni di prezzo in entrambe le direzioni con l’avvicinarsi della riunione Fed di settembre. La volatilità implicita nel comparto dei metalli preziosi è aumentata di oltre il 15% questo mese, rendendo la determinazione dei premi delle opzioni altamente dinamica.
Dovremmo inoltre monitorare il rapporto oro/argento, che si è contratto verso 48 a 1 con la rapida salita dell’argento. Se la domanda industriale di argento dovesse raffreddarsi in un contesto di rallentamento della crescita globale, questo rapporto potrebbe rapidamente ampliarsi di nuovo verso le medie storiche. Per i trader di derivati, ciò apre opportunità di pair trading, come vendere futures sull’argento e andare long sull’oro.
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