GBP/JPY è salito di oltre lo 0,30% ed è tornato sopra 218,00, scambiando in area 218,50 dopo aver toccato un minimo intraday a 217,16, in scia alla decisione di politica monetaria della Federal Reserve e a una più ampia debolezza del Dollaro USA. Il rimbalzo è arrivato dopo che il cross aveva segnato un minimo a dieci giorni, con l’azione dei prezzi in linea con GBP/USD grazie al miglioramento dell’appetito per il rischio.
Gli indicatori di momentum puntano al rialzo, con un Relative Strength Index (RSI) più tonico, ma il mercato resta vigile rispetto a possibili interventi sul mercato FX da parte delle autorità giapponesi. La resistenza è vista a 219,00 e, oltre, su una confluenza a 219,57/61, prima di 220,00. Sul lato opposto, il primo supporto è a 218,00; una rottura riporterebbe in vista 217,16 e poi 216,60, con la media mobile semplice (SMA) a 50 giorni a 215,62 più in basso. Lo sfondo per lo yen resta legato alla politica della Bank of Japan, ai differenziali di rendimento e al sentiment di rischio, dopo l’impostazione ultra-accomodante della BoJ nel periodo 2013–2024 e il graduale cambio di rotta nel 2024.
Volatilità sul mercato dei derivati e set-up tattici
Mentre osserviamo GBP/JPY riconquistare il livello chiave di 218,00, i trader di derivati dovrebbero prepararsi a un aumento della volatilità nelle prossime settimane. Il recente rimbalzo dai minimi a dieci giorni in area 217,16 indica che i compratori stanno tornando a prendere il controllo, sostenuti da un miglioramento del momentum dell’RSI. Riteniamo che questo impulso rialzista offra una finestra tattica per i bullish, con obiettivi sulle resistenze a 219,00 e 220,00.
A supporto, va considerato il restringimento dei differenziali dei tassi d’interesse, mentre la Bank of England gestisce il proprio ciclo di allentamento e la Bank of Japan subisce pressioni per normalizzare la politica. I dati recenti mostrano che l’inflazione core giapponese è rimasta ostinata sopra il target del 2%, mantenendo i mercati in massima allerta per ulteriori rialzi dei tassi. Questo quadro macro implica che, pur essendo al momento il percorso di minor resistenza orientato al rialzo, qualsiasi improvviso cambio di politica potrebbe innescare inversioni brusche.
Gestione del rischio e timori di intervento di politica economica
Consigliamo ai trader di derivati di gestire il rischio con attenzione, soprattutto perché la minaccia di un intervento diretto sul mercato valutario da parte delle autorità giapponesi rimane molto elevata. L’uso di opzioni knock-out o di stop-loss stretti poco sotto la media mobile semplice (SMA) a 50 giorni a 215,62 può aiutare a proteggere le posizioni long. Se il cross dovesse rompere al ribasso il supporto a 218,00, ci aspettiamo un rapido scivolone verso 216,60, rendendo le put a breve scadenza una copertura interessante.
Storicamente, quando lo yen si è deprezzato rapidamente, i funzionari giapponesi sono intervenuti con operazioni massicce, come il record di 9,8 trilioni di yen spesi a inizio 2024 per sostenere la valuta. È ragionevole attendersi movimenti di mercato altrettanto improvvisi se il cambio dovesse avvicinarsi alla barriera psicologica chiave di 220,00. Le strategie in derivati nelle prossime settimane dovranno bilanciare l’inseguimento di questo momentum rialzista con la preparazione a cali improvvisi guidati da interventi.
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