La sterlina ha esteso i guadagni contro lo yen fino a un massimo di 18 anni, salendo di oltre lo 0,77% e superando il precedente picco da inizio anno a 216,60. Il cross ha rotto sopra 217,00 per la prima volta da gennaio 2008 e, al momento della stesura, scambiava a 217,11.
Venerdì si è formato un harami rialzista, o “inside day”, e il momentum è aumentato dopo che la coppia ha superato il massimo giornaliero del 2 luglio a 216,08. L’Indice di Forza Relativa (RSI) è in aumento e si avvicina alla soglia di ipercomprato a 70, indicando una possibile fase di consolidamento prima di un’eventuale continuazione. La resistenza è vista in area 217,50, poi 218,00, con 220,00 come successiva barriera psicologica. Sul lato negativo, un’inversione richiederebbe un movimento sotto 215,00, quindi il minimo giornaliero del 3 luglio a 214,72, con ulteriori supporti sulla media mobile semplice (SMA) a 50 giorni a 214,09 e sulla SMA a 100 giorni a 213,17.
Driver fondamentali e divergenza di politica monetaria
Poiché GBP/JPY ha fatto breakout su un massimo di 18 anni, riteniamo che il percorso di minore resistenza resti al rialzo. Il driver fondamentale rimane il forte contrasto tra la politica della Bank of England e l’impostazione della Bank of Japan. Questa divergenza continua ad alimentare il carry trade, rendendo attraenti le posizioni long.
Va considerato l’ultimo dato sull’inflazione nel Regno Unito, attestatosi la scorsa settimana su un ostinato 2,8%, rafforzando la visione che la BoE non taglierà i tassi a breve. Ciò contrasta nettamente con il Giappone, dove l’inflazione core resta contenuta all’1,5%, lasciando alla Bank of Japan pochi motivi per abbandonare la politica monetaria ultra-accomodante. Questo crescente differenziale dei tassi d’interesse è il principale catalizzatore della forza della sterlina contro lo yen.
Strategie di trading e considerazioni sul rischio
Per le prossime settimane, riteniamo che l’acquisto di opzioni call con strike orientati a 218,00 e, in seguito, al livello psicologico di 220,00 sia una strategia praticabile. Il pattern di “harami rialzista” di venerdì scorso ha fornito un solido segnale tecnico che questo impulso rialzista ha basi robuste. Potremmo valutare ingressi su eventuali piccoli cali, sfruttando la forza del trend.
Tuttavia, occorre tenere presente che l’RSI si sta avvicinando a territorio di ipercomprato. Storicamente, movimenti così estesi, come quello osservato prima della crisi finanziaria del 2008, possono concludersi con brusche inversioni. Pertanto, l’acquisto di opzioni put a basso costo, out-of-the-money, con strike sotto la soglia di 215,00 potrebbe rappresentare una copertura prudente contro un improvviso cambio di sentiment verso il risk-off o inattesi mutamenti di policy.
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