GBP/USD è salito marginalmente verso 1,3500 nelle prime contrattazioni asiatiche di giovedì, mentre il Dollaro USA si è indebolito dopo un dato sull’inflazione statunitense contenuto. L’indice CPI USA è aumentato del 3,4% su base annua a luglio, in calo dal 3,5%, mentre il CPI core è salito al 2,5% dal 2,6%, entrambi in linea con le attese. Su base mensile, il CPI generale e il core CPI si sono attestati rispettivamente a 0,1% e 0,2%, e il CME FedWatch ha portato la probabilità di un rialzo dei tassi della Fed a settembre al 40%. I mercati attendono inoltre la pubblicazione del PPI statunitense di giovedì, mentre la Fed avrà a disposizione i dati su CPI e occupazione di agosto prima della riunione di settembre.
Nel Regno Unito l’attenzione si sposta sul PIL preliminare del 2° trimestre, atteso in crescita dello 0,4% t/t dopo lo 0,6% del 1° trimestre, insieme ai dati mensili su commercio estero e produzione industriale. Separatamente, simulazioni del Tesoro citate da fonti governative indicano una crescita del PIL britannico anche solo dello 0,3% nel 2027 se le perturbazioni nello Stretto di Hormuz dovessero protrarsi fino a fine 2026. Sul piano tecnico, GBP/USD resta sopra la media mobile semplice a 100 giorni e la media centrale (SMA) a 20 periodi delle Bande di Bollinger, con RSI (14) a 59,4; la resistenza è in area 1,3570, i supporti si collocano attorno a 1,3425 e 1,3410, mentre la banda inferiore di Bollinger è vista vicino a 1,3280.
Strategie di trading tra momentum rialzista e rischio eventi
Osserviamo la coppia GBP/USD muoversi in prossimità di 1,3500, sostenuta dal raffreddamento dell’inflazione USA che ha ridotto al 40% la probabilità di un rialzo dei tassi della Fed a settembre. Alla luce di questo momentum rialzista, suggeriamo ai trader su derivati di acquistare opzioni call di breve termine con strike orientato alla resistenza immediata di 1,3570. Questa strategia consente di beneficiare del trend ascendente senza impegnare capitale eccessivo in un mercato altamente sensibile.
Con i dati sul PIL UK del 2° trimestre stimati a un moderato +0,4%, qualsiasi sorpresa potrebbe innescare movimenti bruschi sulla Sterlina. Per sfruttare questa potenziale volatilità, si può valutare l’utilizzo di strategie long straddle per trarre profitto da un breakout significativo in entrambe le direzioni. Storicamente, pubblicazioni inattese del PIL britannico hanno provocato oscillazioni su GBP/USD in media tra 70 e 90 pip entro la prima ora di contrattazione, rendendo le strategie in acquisto di opzioni particolarmente interessanti.
Gestione del rischio alla luce dei livelli tecnici chiave e dell’incertezza geopolitica
Sul lato ribassista, è opportuno proteggere le posizioni impostando opzioni put protettive o stop-loss appena sotto il supporto chiave di 1,3425. Le tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz restano una minaccia rilevante che potrebbe, nel tempo, comprimere la crescita del Regno Unito fino ad appena lo 0,3%. Mantenere un controllo rigoroso del rischio attorno a questi livelli tecnici chiave aiuterà a proteggere i portafogli da improvvisi cambi di direzione del mercato nelle prossime settimane.
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