La sterlina è scesa per il secondo giorno consecutivo, con GBP/USD scambiato intorno a 1,3460 nelle ore asiatiche di venerdì, mentre il dollaro USA ha beneficiato della domanda di bene rifugio alimentata dall’escalation delle tensioni in Medio Oriente, in vista della lettura preliminare dell’Indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan di luglio. Le preoccupazioni sulla disponibilità di energia sono aumentate dopo che Reuters ha riferito che l’Iran avrebbe istruito la milizia Houthi dello Yemen a bloccare la rotta petrolifera del Mar Rosso nel caso in cui gli Stati Uniti colpissero infrastrutture elettriche iraniane. Tasnim ha inoltre segnalato esplosioni a Bandar Abbas, Qeshm e Ahvaz, mentre detonazioni sarebbero state udite fino in Kuwait e a Bassora.
L’avanzata del biglietto verde è stata frenata da dati USA più deboli: a giugno l’inflazione al consumo è aumentata meno del previsto e i prezzi alla produzione sono scesi, mentre le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono calate al minimo di due mesi. I mercati hanno escluso un rialzo dei tassi della Federal Reserve questo mese, anche se le aspettative per settembre restano incerte. Dati Reuters mostrano che i mercati monetari continuano a prezzare pienamente un rialzo dei tassi della Bank of England entro la riunione di politica monetaria di novembre, con un secondo aumento atteso entro aprile 2027; il report è stato corretto il 17 luglio alle 06:26 GMT per precisare che GBP/USD stava faticando, anziché guadagnando.
Strategie su opzioni valutarie in un contesto di rischio geopolitico
Con GBP/USD che attualmente fatica vicino a 1,3460, raccomandiamo ai trader su derivati di acquistare opzioni put a breve scadenza sul cross per capitalizzare l’aumento dell’avversione al rischio. L’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente sta alimentando flussi verso il dollaro USA come bene rifugio, che storicamente tende a guadagnare circa il 2%-3% durante fasi di stress geopolitico improvviso. Finché persisteranno queste criticità legate all’offerta energetica, il momentum tecnico nel breve favorisce il biglietto verde rispetto alla sterlina.
Occorre inoltre monitorare da vicino il mercato dei futures sui tassi, dove gli operatori sono attualmente divisi quasi 50-50 sulla possibilità che la Federal Reserve mantenga invariati i tassi o li aumenti a settembre. Questa incertezza di policy, a fronte di un rialzo BoE di novembre già pienamente prezzato, rende interessanti le strategie di straddle su GBP/USD per cogliere una volatilità potenzialmente esplosiva. Storicamente, quando le aspettative sulle banche centrali sono così polarizzate, la volatilità implicita sulle opzioni valutarie tende ad aumentare bruscamente nelle settimane che precedono le riunioni autunnali.
Coperture di volatilità nei mercati energetici
Oltre ai mercati valutari, consigliamo di coprire i portafogli con posizioni long su opzioni call sui futures del Brent, alla luce dell’escalation delle minacce lungo la rotta del Mar Rosso. In passato, minacce analoghe su colli di bottiglia marittimi hanno innescato improvvisi premi per il rischio del 5%-10% sui benchmark petroliferi globali. Assumere una posizione long sulla volatilità nei derivati energetici aiuterà a proteggere i portafogli da shock improvvisi dell’offerta nelle prossime settimane.
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